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Hannoun, pro-Pal in piazza per la sua liberazione. Il figlio: "Non ci fermeranno"

sabato 10 gennaio 2026
Hannoun, pro-Pal in piazza per la sua liberazione. Il figlio: "Non ci fermeranno"

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I pro-Pal scendono in piazza. È partito a Milano da via Giacosa, nella zona est della città, il corteo costituito organizzato per protestare contro gli arresti dei componenti della associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese, l'Abspp, perché sospettati dalla magistratura genovese di finanziare Al Fatah. "Mohammad, Raed, Yaser, Khalil e gli altri, Anan, Ali, Mansour e tutti i palestinesi 'colpevoli' di solidarietà liberi subito!" urlano i manifestanti mentre denunciano che è arrivata la conferma del trasferimento in carcere di massima sicurezza di Mohammad Hannoun a Terni, Raed e Yaser a Ferrara e Albustanji in Calabria senza la possibilità di visite famigliari: "Dovunque voi siate - affermano i manifestanti - siamo e saremo al vostro fianco senza arretrare nella solidarietà". La manifestazione è promossa dall'Associazione palestinesi in Italia, da Csa Vittoria, Cub, Usb, SI Cobas. Udap - Unione democratica arabo palestinese, Giovani palestinesi, Comunità palestinese di Lombardia. Cs Cantiere, Cambiare Rotta e altre realtà del mondo dell'antagonismo. 

In piazza anche Mahmoud Hannoun, figlio di Hannoun: "Oggi vorremmo dare un messaggio: se pensano di fermarci mettendo in carcere i nostri fratelli e mio padre, si sbagliano grosso. Ci sono milioni di Mohammad Hannoun al mondo. Sono bravi a far rispettare le leggi che gli fanno comodo. Netanyahu, che è passato due volte sopra il suolo italiano, e che secondo il diritto internazionale dovrebbe essere a marcire in galera dopo aver ucciso più di 100.000 palestinesi, più di 20.000 bambini, gira il mondo, ma mio padre, che ha portato aiuti umanitari, e sottolineo, aiuti umanitari, è stato messo in carcere perché a Netanyahu non fa comodo".

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E ancora: "Non gli fa comodo un popolo cosciente di quello che sta accadendo a Gaza, del genocidio che sta commettendo. Continuiamo a scendere nelle piazze finché questo criminale, finché l'entità sionista, non verrà smantellata, e Nethanyahu verrà messo al suo posto, al posto di dove è mio padre in questo momento, in un carcere a marcire". Eppure il presidente dell'Associazione palestinesi in Italia è stato arrestato a Genova con l'accusa di finanziare i terroristi di Hamas.