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Milano, Pd sottomesso all'islam: il comunicato in arabo

di Alessandro Aspesigiovedì 19 marzo 2026
Milano, Pd sottomesso all'islam: il comunicato in arabo

3' di lettura

Per molti è l’ennesimo segno di una ormai inarrestabile sottomissione culturale all’islam in una Milano dove all’ombra della Madonnina i credenti della mezzaluna stanno ormai conquistando la città un quartiere dopo l’altro. Si tratta della recente iniziativa del Municipio 9 dove la maggioranza di centrosinistra ha pensato bene di dedicare una festa di quartiere alla fine del Ramadan. Il tutto riportato sul sito ufficiale del Comune di Milano con una locandina dove si spiega nei particolari il programma previsto per i pomeriggio del 22 marzo. Il pamphlet, intitolato “Eid di quartiere 2026” è scritto - evidentemente per rispetto alla religione di Maometto- anteponendo le scritte in arabo a quelle in Italiano e recita «invitiamo tutte e tutti a partecipare a questa festa di quartiere organizzata assieme ad associazioni, realtà del territorio e abitanti di municipio 9 per festeggiare la fine del Ramadan». Segue poi l’indicazione del luogo d’incontro previsto in via Bernardino De Conti, zona Maciachini e il programma che prevede per le 17 “libri per bambine e bambini, attività e laboratori per l’infanzia”, per le 18 “saluti istituzionali e inizio del banchetto condiviso” e per le 19 “Musica”. Ma perché una festa di quartiere per una tradizione religiosa che non appartiene a Milano? Dopotutto anche l’anno scorso, quando i fedeli islamici si erano radunati alla Barona e alla Martesana per celebrare la stessa ricorrenza, l’accoglienza dei residenti non era stata affatto cordiale.

Il fatto è che il fascino che l’Islam esercita su una parte della sinistra e delle istituzioni è sempre più forte ogni giorno che passa, quasi fosse una moda. Basti pensare all'istituto comprensivo Iqbal Masih di Pioltello che è frequentato per lo più da italiani (il 60%) ma a febbraio, per il terzo anno consecutivo, ha annunciato di voler garantire un giorno di festività ai ragazzi proprio per celebrare la chiusura del Ramadan. Abbiamo deciso di incontrare Anita Pirovano, presidente del municipio 9 ed esponente di Sinistra Italiana, per chiederle conto di queste scelte. «Alcune persone si spaventano per quello che non conoscono, altri si indignano per quel che non comprendono» spiega Pirovano «partendo da questa convinzione, per il secondo anno consecutivo abbiamo deciso di promuovere un Eid di prossimità, un momento conviviale e condiviso in occasione della fine del Ramadan in un quartiere dove vivono tantissime famiglie con background migratorio». Ma perché allora non festeggiare anche le ricorrenze di altre confessioni religiose senza spaventare quei milanesi che dell’Islam proprio non ne vogliono sapere? «Un mese fa per carnevale abbiamo organizzato feste in una ventina di piazze così come a Natale abbiamo regalato un libro ad ogni bambino», spiega Pirovano che ribadisce di essere convinta che «la diffidenza nei confronti delle altre culture si supera anche attraverso iniziative la festa del 22 marzo». Risposte che non convincono l’opposizione a Palazzo Marino. «Paradossale che sia lo stesso Comune di Milano a promuovere sul proprio sito istituzionale l’iniziativa annunciata dal Municipio 9» spiega Silvia Sardone, vice segretario della Lega e consigliere comunale «ci tengono anche a farci sapere che “Eid” è un migratismo, parola che provenendo da altre lingue migra verso l’italiano, e che il significato è festa religiosa musulmana».

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Sardone sottolinea poi che l’iniziativa, patrocinata dal Comune di Milano, vuole «valorizzare la presenza della comunità musulmana con un momento conviviale e inclusivo». «Non discuto il rispetto per le altre culture, ma le priorità della sinistra sono, come sempre, piuttosto capovolte» spiega l’esponente del Carroccio «mentre le periferie vivono problemi di degrado e insicurezza, la sinistra pensa alle feste per il Ramadan». Segno sempre più evidente per Sardone che «Pd & compagni vogliono compiacere le comunità musulmane piuttosto che rispondere ai bisogni reali dei milanesi». Preoccupato anche l’ex vice sindaco Riccardo De Corato. «Sala e la sua giunta hanno anteposto la sottomissione all’Islam alla risoluzione di problemi gravi come sicurezza e degrado» spiega il deputato «i milanesi sono ormai testimoni impotenti di una deriva culturale pericolosissima per la città».

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