Libero logo

Pro-Pal, una incredibile scusa: devastano tutto? "Eravamo arrabbiati"

Sai che c’è? Provo rabbia per quel che succede nel mondo, o meglio mi fanno credere che succeda, e vado a sfogarmi scassando un po’ di vetrine e a fare a botte coi poliziotti
di Corrado Oconegiovedì 26 marzo 2026
Pro-Pal, una incredibile scusa: devastano tutto? "Eravamo arrabbiati"

3' di lettura

Sai che c’è? Provo rabbia per quel che succede nel mondo, o meglio mi fanno credere che succeda, e vado a sfogarmi scassando un po’ di vetrine e a fare a botte coi poliziotti. Sembra incredibile, ma gli attivisti pro Pal interrogati ieri per gli scontri del 22 settembre 2025 alla Stazione Centrale di Milano hanno così giustificato davanti alla gip Giulia D’Antoni il loro comportamento e i ripetuti atti di vandalismo per cui sono indagati. In quell’occasione, sotto lo slogan “Blocchiamo tutto”, 15.000 giovani si sono mossi in corteo per le vie milanesi in solidarietà con il popolo palestinese e con la Global Sumud Flotilla. Molti di loro, arrivati in stazione, hanno dato vita a quelle che la giudice nell’ordinanza di fermo non ha esitato a descrivere come scene di «vera guerriglia» con «violenza e ribellione» contro la «polizia».

Sono tante le linee di lettura di questa sorprendente affermazione, fatta volontariamente non essendosi gli imputati avvalsi della facoltà di non rispondere. Prima di tutto va sottolineata la totale mancanza di spirito critico da parte di questi giovani, che non esitano a parlare di “genocidio” senza approfondire e fidandosi ciecamente delle veline fatte passare dagli uffici stampa di Hamas. Senza contare che l’indignazione è a senso unico, selettiva, pronta a scattare quando c’è di mezzo Israele o gli odiati Stati Uniti di Donald Trump ma assolutamente silente quanto gli eccidi e i “genocidi” li compiono regimi, come quello iraniano, veramente liberticidi e criminali. Il secondo elemento da considerare è il desiderio che questi delinquenti in erba hanno di essere compresi, giustificati, capiti.
Il che in verità capita spesso ancora oggi da parte di molti adulti che rinunciano al loro compito educativo.

Donald Trump, Gaza e femminicidi: tutti i deliri rossi

Si vede che i bagordi sono andati avanti fino a notte fonda, innaffiati da fiumi di alcoli... A leggere i deliri dei pro...

Al fondo di questo atteggiamento ci sono anni di cultura marxista e pseudomarxista, che l’ha fatta da padrona anche in ambito pedagogico: i giovani vanno sempre compresi perché se delinquono non è colpa loro ma della società, del sistema capitalistico e fascista che ci domina. Un atteggiamento così forte, anche a livello inconscio, che ancora oggi le forze di sinistra, anche quelle istituzionali, coccolano questi teppisti considerandoli al massimo come “compagni che sbagliano”. È il terzo e più importante elemento di riflessione a cui qui si vuole prestare attenzione. Proprio nella recente campagna elettorale la sinistra ufficiale non ha mancato occasione di lisciare il pelo questi giovani violenti pur di farli votare per il no e così contribuire alla sconfitta dell’odiato governo “fascista”. Gli attivisti indagati afferiscono tutti a quei centri sociali che la sinistra tollera da sempre pur essendo vere e proprie isole di illegalità, territori franchi ove la legge dello Stato non ha valore.

Ancora in questi giorni sentiamo in continuazione, o leggiamo, commenti, che sono dei veri e propri peana della generazione Z, che avrebbe votato sì per un poco credibile “spirito costituzionale”. Purtroppo se a questi giovani non si dice loro la verità, il rischio che si corre è che l’illegalità si diffonda ancora di più e che si crei, come conseguenza, un clima pericoloso proprio per gli istituti della nostra democrazia. È una storia che abbiamo già vissuto al tempo delle Br e che francamente dovremmo tutti evitare a che si ripeta.

Anm e pro-Pal, la saldatura con cui la sinistra cerca 14 milioni di voti

Per capire cosa succede ora a sinistra bisogna guardare tre numeri. Cominciando dal più grande: 14,5 milioni, o p...