(Adnkronos) - Nasi all'opera per studiare la profumazione piu' coerente con un prodotto e lanciare cosi' una campagna pubblicitaria che fonda la propria riconoscibilita' e capacita' di rimanere impressa non sulla vista o su altri sensi, quanto sull'olfatto. Un'esperienza sensoriale che non viene sfruttata per la prima volta oggi, ma che viene per la prima volta 'industrializzata'. A lanciare sul mercato la novita' e' Olfaction, una neonata societa' che si occupa di mettere in relazione e a sistema le varie componenti della filiera, dai nasi che studiano i profumi, ai produttori di carta, alle aziende che devono promuovere le loro novita', segnando in qualche modo un'inversione di tendenza all'interno della societa' che e' sempre piu' tecnologica e dove il prodotto tende a smaterializzarsi e probabilmente anche a confondersi tra i tanti. Ecco allora che associare un prodotto a un profumo lo rende memorabile, nel senso letterale del termine. "La comunicazione - spiega all'Adnkronos l'amministratore delegato Stefano Cagnoni - che e' sempre molto attenta a richiamare i sensi, in realta' ha sempre lavorato molto poco sul senso principe, che e' l'olfatto, e che e' il piu' potente mezzo di memorizzazione che abbiamo perche' arriva in maniera totalmente subliminale, senza nessuna spinta o filtro. Ecco perche' ciascuno di noi recupera i ricordi il 99% delle volte attraverso una percezione olfattiva". Stando ai piu' recenti studi, fa presente Cagnoni, a distanza di un anno, l'olfatto consente un ricordo di 15 punti superiore rispetto a qualsiasi altro senso. Ecco perche', spiega, "forti di questa leva fondamentale abbiamo industrializzato il prodotto". (segue)




