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Se non sei come Valeria Solesin, funerali di Serie B. L'Italia sfregia le sue vittime del terrorismo islamico

Eliana Giusto
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Avete visto i funerali di Bruno Gulotta, offerti in streaming dal web della parrocchia San Magno di Legnano? Purtroppo in quel momento avevo internet sballato. Mi sarebbe piaciuto condividere quel dolore. Oggi alle 16 e 30 a Bassano del Grappa saranno celebrati nella chiesa di San Francesco quelli di Luca Russo, e non so se si muoverà la Rai per la diretta, ma al momento no. Sono i nostri morti di Barcellona. Ingegneri in ferie con la famiglia o la ragazza ammazzati dal terrorismo islamico. Una cosa piccola, privata, addirittura cattolica, nessuna sfilata di imam, rabbini, patriarchi, nessun Inno alla Gioia di Beethoven. Questo capitò invece nel novembre di due anni fa per le esequie di Valeria Solesin. Diretta Rai, su piazza San Marco, c' erano tutte ma proprio tutte le autorità dello Stato e dell' Ue. Perché questa differerenza abissale? Ma certo. La ragazza fu elevata sua malgrado a simbolo del futuro uomo europeo a taglia unica. Volontaria di Emergency, ricercatrice alla Sorbona, cosmopolita, coi genitori credenti o non credenti in tutte le religioni. MORTI SEMPLICI Invece quei due, Bruno e Luca, non sono simboli di niente, sono nostri morti. Vorrei dire: beati loro a non essere consacrati come santi di una religione post-moderna senza campane, ma con le orchestre europee senza patria, senza terra. Io mi sento di chiamarlo razzismo post mortem però. La morte è una livella, dice la poesia di Totò, ma i funerali dicono che non siamo tutti uguali. I defunti non danno importanza a queste cose. La terra non sarà più o meno lieve per il trapassato a seconda della carrozza per la bara e dei pennacchi esibiti dai convenuti. Le meste cerimonie sono un gesto d' affetto tributato dai vivi ai loro cari, e a tutti piacerebbe sapere come a Enzo Jannacci se «qualcuno poi piange davvero» al proprio. Per Bruno e Luca senz' altro. Per volere dei parenti, e tacita condiscendenza del governo, hanno avuto una cerimonia privata, e non pare che ci sia stata una grande insistenza per allargare il rito. Persino l' ottimo Mattarella, che aveva inviato un messaggio personale ai «carissimi genitori di Valeria», in questo caso si è limitato a una dichiarazione di circostanza. Aveva elogiati il «composto dolore» dei Solesin e Valeria vi era indicata come modello: «Figlia d' Italia e figlia d' Europa... uccisa ... perché rappresentava il futuro dell' Europa, il nostro futuro». Funerali di Stato, ovvio! Lo Stato li decide per i propri eroi così da tramandare una memoria utile per tutti. Cossiga non li volle per sé poiché sosteneva che sono una celebrazione di chi ostenta la propria presenza, i morti vengono per ultimi e i parenti per penultimi. GIOVANNA D' ARCO UE Il sospetto è che Valeria servisse come una Santa Giovanna d' Arco del multiculturalismo e invece i due ingegneri siano gente comune, senza frequentazioni à la page, banalmente, come gli altri tredici morti, «persone e famiglie prive di ogni colpa, unite solo dal desiderio e dal diritto di vivere serenamente» (dichiarazione di Mattarella per la strage di Barcellona). Alla fine, tutto considerato, il vero torto l' ha subito Valeria. Riposino in pace tutti e tre. Noi no, non possiamo. di Renato Farina

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