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E Penati molla la politica: "Tornerò a fare l'insegnante"

L'ex sindaco di Sesto San Giovanni e presidente della Provincia di Milano è accusato di corruzione e finanziamento illecito

Matteo Legnani
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Da consigliere comunale a Sesto San Giovanni fino a sindaco della "Stalingrado d'Italia". Poi il grande salto alla guida della Provincia di Milano, mosca rossa in un Nord che nei primi anni Duemila era tutto azzurro e verde. Quindi braccio destro di Pierluigi bersani. L'ascesa di Filippo Penati ai vertici della politica nazionale pareva inarrestabile, solo scalfita dalla sconfitta alle regionali 2010. Poi è scoppiato il "bubbone-Sesto", il sistema di tangenti dietro al quale (secondo l'accusa) si nascondevano finanziamenti irregolari al Pd. E tutto è finito. Ieri Penati, al pari degli altri consiglieri regionali lombardi, ha rassegnato le dimissioni. Dicendo che la sua carriera politica finisce qui. "Torno ad essere un comune cittadino " ha detto (e già la frase si presterebbe a interessanti considerazioni sulla percezione che la casta ha di se e della cosiddetta "società civile"). Sotto processo per corruzione e finanziamento illecito, penati ha detto che tornerà "a fare l'insegnante di educazione tecnica alle medie". 

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