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Tolstoi: "La rivoluzione non si fa con la violenza"

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Matteo Legnani
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La condizione dell' umanità attuale è tanto più deplorevole in quanto nei nostri cuori noi concepiamo la possibilità di un'altra vita, completamente differente, ragionevole e fraterna, senza pazzia del lusso di alcuni e la miseria e l'ignoranza degli altri, senza esecuzioni, dissolutezza, violenza, armamenti, guerre. Ma il regime presente, mantenuto dalla forza, si è radicato a tal punto che noi non possiamo immaginare una vita collettiva senza un'autorità governativa; noi ci siamo a tal punto abituati che cerchiamo di realizzare addirittura l'ideale di una vita libera e fraterna attraverso degli atti d'autorità, vale a dire con la violenza. Questo errore è alla base del disordine morale e materiale della vita passata, presente e futura della cristianità. Un esempio lampante ci è donato dalla Rivoluzione francese. Gli uomini della Rivoluzione hanno posto chiaramente gli ideali di uguaglianza, di libertà e di fraternità, in nome dei quali essi hanno desiderato trasformare la società. Da questi principi sorsero delle misure concrete: abolizione delle caste, ripartizione uguale delle ricchezze; soppressione dei titoli e dei gradi, della proprietà fondiaria, dell'esercito permanente, istituzione dell'imposta sul reddito, pensioni per i lavoratori; separazione della chiesa e dello stato, cioè l'istituzione di una dottrina razionale, comune a tutti. Queste misure, essendo sagge e benefiche, erano la conseguenza diretta dei veri principi di libertà, uguaglianza e fraternità posti dalla Rivoluzione. Questi principi, così come le misure che ne sono sorte, sono stati, sono e resteranno veri, e rimarranno come l'ideale dell'umanità fintanto che non saranno realizzati. Tuttavia, questo ideale non potrà mai essere realizzato con l'aiuto della violenza. Malauguratamente, gli uomini della Rivoluzione erano talmente abituati all'uso della forza come unico mezzo d'azione, che non si accorsero della contraddizione che conteneva l'idea di realizzare l'uguaglianza, la libertà e la fratellanza attraverso l'uso della violenza. Essi non si accorsero che l'uguaglianza è l'opposto della dominazione e della sottomissione, che la libertà è inconciliabile con la costrizione e che non si può avere della fratellanza tra coloro che comandano e coloro che obbediscono. Da questo fatto derivano tutte le atrocità del Terrore. L'errore non è tanto nei principi, come credono alcuni - essi sono stati e restano veri -, ma nei mezzi in cui si sono applicati. La contraddizione che spuntò così nettamente e brutalmente durante la Rivoluzione francese e che, al posto del bene, conduce al male, dimora fino al giorno d'oggi, rivelandosi in tutti i tentativi di migliorare l'organizzazione sociale. In effetti, si spera di realizzare questo miglioramento con l'aiuto del governo, cioè con la forza. Ancora meglio questa contraddizione si manifesta non soltanto nelle dottrine sociali attuali, ma nelle stesse dei partiti politici più progressisti: socialisti, rivoluzionari, anarchici, che prevedono la citta futura. Insomma, gli uomini cercano di raggiungere l'ideale di una vita razionale, libera e fraterna attraverso l'aiuto della forza, quando questa, qualsiasi forma essa prenda, non è altro che il diritto ottenuto da alcuni per disporre degli altri e, in caso di insubordinazione, di contrastare questi con il mezzo estremo: l'assassinio. Vale a dire: realizzare l'ideale della felicità umana mediante l'omicidio. La grande Rivoluzione francese è stata l'enfant terrible che, in mezzo all'entusiasmo di tutto un popolo, davanti alla proclamazione delle grandi verità rivelate e all'inerzia della violenza, ha espresso, in maniera candida, tutta l'inettitudine della contraddizione nella quale si dibatté allora e si dibatte ancora l'umanità: «Liberté, égalité, fraternité ou la mort». \[…\] Ora, la meta - il bene di ognuno e di tutti - è raggiunta unicamente grazie alla trasformazione interiore dell'individuo, per l'elaborazione di una coscienza religiosa e indipendente, allo scopo di vivere in conformità con questa concezione personale. Nello stesso modo che una materia in combustione può da sola comunicare il fuoco a delle altre materie, solo la vera fede e la vera vita di un uomo possono essere trasmesse ad altri uomini, diffondere e consolidare la verità religiosa. Dunque, solo la propagazione e il consolidamento della verità religiosa migliorano le condizioni degli uomini. Ecco perché non c'è un mezzo per liberarsi da tutti i mali di cui soffrono gli uomini, compreso l'atroce male che commette il governo: il lavoro interiore che ognuno di noi deve fare al fine d'essere l'architetto del proprio miglioramento morale. \[…\] Ora, questa libertà vera può essere realizzata solamente con il rifiuto di sottomettersi a qualsiasi autorità, senza ricorrere alle barricate, assassini e nuove istituzioni ottenute e sostenute con il ricorso alla violenza. \[…\] Penso che proprio ora stia cominciando quella grande rivoluzione che si è andata preparando per duemila anni in tutto il mondo cristiano. Una rivoluzione consistente nella sostituzione del cristianesimo degenerato, di quel potere di pochi e la schiavitù di tutti gli altri, in un cristianesimo vero, alla base dell'eguaglianza di tutti gli uomini e di una libertà autentica, quella propria degli esseri ragionevoli. di Lev Tolstoi

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