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'Italia dei misteri

L'accusa del libro scandalo:
"Berlinguer venne ucciso"
E Veltroni quella notte...

"La storia segreta del Pci", ricostruisce i fatti dell'11 giugno 1984. L'accusa: "Due ore per chiamare l'ambulanza, il leader morì davvero per un ictus?"

22 Maggio 2013

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Enrico Berlinguer
di Ignazio Stagno

Cosa successe veramente quella sera dell'11 giugno 1984? Enrico Berlinguer fu davvero ucciso da un ictus poco dopo la fine del comizio in piazza a Padova? Per la prima volta, un libro rimette in discussione la storia della scomparsa dello storico leader del Partito comunista italiano, puntando il dito proprio contro quello che era il maggior partito rosso al di fuori dell'Unione sovietica e ipotizzando un complotto per farrne fuori il capo. In "La storia segreta del Pci" il sociologo Rocco Turi ipotizza che dietro la morte di Berlinguer ci sia stata  una regia oscura.

Ritardo dell'ambulanza -
 "Troppe bugie ci sono state raccontate. - scrive lo studioso - Da un riscontro severo e minuzioso dei tempi che scandirono la morte di uno dei leader comunisti piu' amati d'Europa siamo oggi in grado di smentire le tesi di quegli anni. Si aspetto' troppo tempo per portare Berlinguer in ospedale; dopo i primi malori Berlinguer venne infatti trasportato lentamente prima in albergo, e poi dopo oltre due ore fu chiamata finalmente un'ambulanza. Una scelta del tutto folle''. Per lo studioso c'è un altro punto debole nella ricostruzione dei fatti: "'Non e' vero che Berlinguer venne operato appena arrivato in ospedale, ma e' vero invece che venne portato in sala operatoria solo all'una di notte, due ore e mezzo piu' tardi dal suo malore in Piazza della Frutta''.

Il ruolo di Veltroni - Poi nel libro viene chiamato in causa anche  Valter Veltroni. Fu lui, secondo Turi a darsi da fare di notte per acquistare e ritirare immediatamente dalla Rai le immagini del malore di Berlinguer. "Perchè?", si chiede Turri: "'Quella sera tutti si preoccuparono di intercettare la registrazione video con le immagini del comizio e del bicchiere d'acqua. Ci furono telefonate tempestose: alle due della notte, quando Berlinguer era in sala operatoria, Folena era riuscito a contattare a Roma il responsabile comunicazione del Pci, Valter Veltroni, il quale riusci' a fare intervenire la Rai.
 E la Rai contrattò, con l'avvocato, l'operatore e acquistò la cassetta video. Il contratto fu steso dentro un furgone, nel piazzale dell'Ospedale. Una fretta inadeguata. Un mistero anche questo''.

Il bicchiere del complotto - Qualcuno forse voleva occultare quel bicchiere d'acqua bevuto dal Berlinguer? Infatti nelle immagini dell'epoca, appare Berlinguer che poco prima di sentirsi male beve dell'acqua. Su quel bicchiere Turi non ci vede chiaro: "Enrico Berlinguer incomincio' a sentirsi male esattamente alle 22.30 di quella sera, dopo aver bevuto un bicchiere d'acqua, e allora si disse che era servito a reprimere dei conati di vomito, ma chi ha del vomito non ha mai voglia di bere. Attraverso corretti e tempestivi passaggi metodologici, forse, Berlinguer avrebbe potuto avere salva la vita anche nel caso di un malessere provocato da cause diverse da quelle ufficiali. Ci fu un complotto?' Come con Moro?". 

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Commenti all'articolo

  • campagnolorudy

    02 Agosto 2014 - 08:08

    tutto è possibile in politica ,il potere è una cosa che viene se hai coraggio di certe ochezze di vita ,o di complotti contro i tuoi compagni,ecco la politica l 80% mafia ed è quella che comanda,il 20% è quella che si batte per il popolo che non vince mai ,ma che è la piu amata dal popolo

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  • piccioncino

    23 Maggio 2013 - 16:04

    Leggo alcuni puerili, stucchevoli, nostalgici interventi...di ricordo piagnucoloso dell'Icona mistificante..Viene presentato come un gran signore, acuto, retto, lucido..Ma de'..chéé'!!..Quei compagnucci dovrebbero ora spiegarci: a)come si finanziava realmente il PCI; b)come si collocava rispetto alla CGIL e alle dure lotte piazzaiole e di fabbrica post-sessantottine (vedi il discorso del '79 ai cancelli di Mirafiori)..che ci hanno portato forsenntamente nel pantano; c)quali reale autonomia di pensiero e di azione abbia espresso il PCI rispetto ai vari regimi del socialismo reale (aldifuori dell'inconsistente, finto, ipocrita "Eurocomunismo" furba espressione accattivante, di cui però non si evidenziavano i reali contenuti ideologicie concreti).Ben ricordo i vari stands adorabili e adorati dei vari Paesi dell'est alle Feste dell'unità..sino alla caduta del muro di Berlino..I socialisti (autonomisti)..venivano trattati come..infami..solo perchè tentavano di staccarsi dalle quelle logiche

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  • vin43

    23 Maggio 2013 - 14:02

    Instaurò rapporti con la S.P.D. di Willy Brandt. Sostenitore di «Eurocomunismo», staccato da Mosca. Artefice del «compromesso storico». Promotore della «questione morale» in tutti i partiti denunciandone la corruzione e l’inefficienza. Era un socialdemocratico vero. Peccato che la sua linea politica non sia stata condivisa da tutti i dirigenti di Botteghe Oscure. Oggi avremmo avuto, senz’altro, un’Italia migliore.

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