Era in vena non solo di battaglie dialettiche, ma anche di neologismi. Ospite di Giovanni Floris a Ballarò, Anna Maria Bernini, senatrice Pdl, si è confrontata a lungo e con toni accesi con il viceministro all'Economia Pd Stefano Fassina. Peccato che il popolo della rete, come si usa dire, non abbia apprezzato il suo coraggio linguistico: il neologismo "buuato" (ovvero essere oggetto dei "buu" urlati dal pubblico) è diventato presto un hashtag su Twitter. Malumori del pubblico - E' quando la Bernini parla dei guai giudiziari di Silvio Berlusconi che il pubblico di Ballarò comincia a rumoreggiare. Difronte al tentativo di Floris di tranquillizzare gli animi, la senatrice Pdl prima minimizza ("Li lasci manifestare. Noi siamo per la libera manifestazione del pensiero.") e poi lancia la stoccata al conduttore ("Se il suo pubblico, che lei ha liberamente selezionato pensa questo, che lo dicesse, per carità"). Intuizione - E' nel botta e risposta tra Floris e la Bernini che nasce il neologismo. Al conduttore non va giù l'idea di passare per uno che istruisce il pubblico a contestare parte dei suoi ospiti, la sensatrice risponde: "Il fatto che qualcuno del Pdl sia sistematicamente buuato al di là del fatto che noi lo possiamo sopportare non è una buona manifestazione di servizio pubblico". Il popolo della rete - Il neologismo viene fagocitato dai social sottoforma di #buuato e diventa tormentone. "Chi sarà il più #buuato oggi? - chiede Claudia Carmenati su Twitter - Ieri la Bernini, domenica Balotelli e oggi??". Rilancia un'altra utente: " l'accademia della Crusca si interroga: Io BUUO, tu BUUI, egli BUUA!", chiude sinteticamente Andrea Iannuzzi de l'Espresso: "Buuato?". Adesso che possiamo commentare l'episodio a freddo, ci rimane solo un dubbio: il neologismo della Bernini rimane il fenomeno di una serata, o entrerà nell'suo comune?




