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La Rai paga Fazio tre volte:autore, conduttore, ideatore

Fabio Fazio

Secondo alcune indiscrezioni, rivela Brunetta, il presentatore risulta anche proprietario di "Che tempo che fa" ceduto poi in licenza alla Endemol

Nicoletta Orlandi Posti
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Mai mollare l'osso. Soprattutto se  l'osso in questione offre tutti i giorni un pezzo di polpa. E siccome il presidente dei deputati del Pdl, Renato Brunetta, è uno abituato a colpire con precisione chirurgica, il confronto-scontro con  Fabio Fabio, conduttore del programma di Rai Tre “Che tempo che fa” si arricchisce di un altro capitolo.  Seguendo la pista indicata ieri da Libero (Fabio, oltre al contratto standard che regola il suo rapporto di lavoro con la Rai, godrebbe anche  di benefit vari e compensi accessori) l'esponente azzurro ha presentato due interrogazioni al presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai, Roberto Fico, incentrate  sulla trasmissione di Rai Tre e sul compenso del conduttore.  «Secondo indiscrezioni il presentatore del programma  risulterebbe essere il proprietario del format “Che tempo che fa” e tale format sarebbe stato ceduto», sostiene l'ex ministro del governo Berlusconi, «in un secondo momento, in licenza, alla società di produzione televisiva Endemol, che verserebbe a Fazio, come corrispettivo per la licenza, circa 4 mila euro a puntata, che si aggiungerebbero al compenso annuo del conduttore pari a 1,8 milioni di euro». Quello del “format” non è affatto un tema secondario. Il fatto di esserne il proprietario garantisce una rendita non indifferente, essendoci  in ballo i  diritti di sfruttamento connessi alle repliche. Non solo. Fazio, oltre ad essere conduttore, risulterebbe anche tra gli autori del programma e quindi «percepirebbe, a questo titolo, i diritti Siae». Insomma, come sfruttare - e bene - una bella miniera d'oro a spese delle Rai. Nell'interrogazione alla Vigilanza Brunetta chiede se «quanto esposto corrisponda al vero, se i vertici Rai siano a conoscenza di tali fatti e non ritengano opportuno fare piena trasparenza al riguardo». Nella seconda interrogazione Brunetta solleva la questione connessa al ruolo del capostruttura di Rai Tre Loris Mazzetti  che, per difendere Fazio, ha attaccato l'esponente azzurro.  Il tema dei cachet di conduttori e delle star della tv pubblica, ovviamente, è entrato dritto dritto nel dibattito del consiglio di amministrazione   di ieri, dopo aver dato il via libera alla nomina di Vincenzo Morgante a direttore della Tgr. Il direttore generale della Rai,  Luigi Gubitosi, e la presidente Anna Maria Tarantola avrebbero difeso la scelta di rinnovare in anticipo il contratto del conduttore di “Che tempo che fa”, così come il compenso. Nel corso della riunione, poi, sarebbero state segnalate da parte di alcuni consiglieri varie «criticità» sulla gestione di Rai Uno, emerse durante l'audizione dello stesso direttore della rete ammiraglia. Gli stessi amministratori dell'emittente di Stato avrebbero  sollevato anche il tema dell'eccessivo potere contrattuale di alcuni agenti televisivi, come Lucio Presta e Beppe Caschetto, capaci di «dettare» i palinsesti ai direttori di rete. Gli unici a non rischiare mai. Del resto se «Fazio non firmava in anticipo il rinnovo con la Rai, lo prendevo io», ha chiosato Urbano Cairo, patron de La7, dove è rimasto Maurizio Crozza. Un video, in fondo, è sempre pronto per le golden star della Tv di casa nostra. di Enrico Paoli

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