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Scontro tra Odifreddi e Aldo Grasso sul negazionismo

Il matematico si lamenta: per colpa del critico ora c'è chi brucia i miei libri. E la firma del Corsera risponde a modo suo

Roberto Procaccini
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Mi attacchi perché ti sto antipatico; la prossima volta sta' zitto e scrivi cose più sensate. Si può sintetizzare così il nuovo capitolo dello scontro a distanza tra Piergiorgio Odifreddi (matematico e polemista) e Aldo Grasso (critico tv per il Corriere della Sera), dove il primo si difende (con toni vittimisti e dietrologici) dall'accusa di negazionista, e il secondo continua (con una certa severità) a bacchettarlo sulle mani. E allora si parte con una lettera del "teorico dell'ateismo" al Corsera, dove ribatte alla dura stroncatura ricevuta da Grasso sulle proprie disquisizioni sulle verità storiche sull'Olocausto. Il giornalista, sostiene Odifreddi, ha volutamente travisato le sue parole "per i motivi che lascia trasparire nel suo scritto - argomenta -. E cioè, cogliere l'occasione per colpire ancora una volta, e possibilmente affondare per sempre, un individuo che lui non può proprio sopportare, perché professa un libero pensiero contrario alla Chiesa, da un lato, e alla politica di Israele, dall'altro". Insomma c'è malizia nella sintesi di Grasso, che però così arma la mano, denuncia il matematico, a quanti "cominciano a bruciare i miei libri". Il gionralista del Corriere della Sera è una persona solitamente composta, tant'è che neanche quesa volta si fa accecare dalla foga. "Invece di processare le intenzioni e perdere tempo a scrivere repliche pretestuose e offensive - risponde a sua volta-, Odifreddi farebbe bene a meditare un po' di più prima di scrivere su temi così delicati. Non ho estrapolato nulla ma mi sono limitato a citare alla lettera alcune sue frasi, tra l'altro scritte nel corso degli anni".

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