Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Federico Fubini e la confessione devastante: "C'è una cosa che non ho voluto scrivere". Euro, schifo nascosto

Giulio Bucchi
  • a
  • a
  • a

Certe cose sull'Unione europea e gli effetti dell'austerity si possono sapere, ma è meglio non dirle. Tipo che in Grecia a causa della crisi economica devastante e di uno stato sociale distrutto da anni di tagli e sacrifici sanguinosi la mortalità infantile è aumentata a dismisura. Non esattamente uno spot per troika, Ue, Bce, Fmi, Germania, falchi del rigore. Tutti quelli, insomma, che hanno imposto misure draconiane ad Atene che ora è senza debiti e dunque "virtuosa", ma praticamente un morto che cammina.  Leggi anche: "Tenetevi i soldi degli usurai". Meloni estrema contro Soros (e la Bonino) A rivelarlo, paradosso ma nemmeno tanto, è Federico Fubini, prestigiosa firma economica del Corriere della Sera, uno dei pasdaran dell'euro, dell'Unione europea a tutti i costi e dell'austerità a ogni costo. In un lampo di onestà, ha confessato: "C'è un articolo che non ho voluto scrivere sul Corriere. Guardando i dati della mortalità infantile in Grecia mi sono accorto che con la crisi sono aumentati i decessi di bambini: 700 bambini in più rispetto a prima della crisi. Non l'ho scritto perché il dibattito in Italia è così avvelenato tra gli anti-europei, pronti a usare qualunque materiale come una clava contro l'Europa e ciò che rappresenta, cioè un principio di democrazia fondata sulle regole e sulle istituzioni. Mi sono detto se scrivo questo vengo strumentalizzato dagli uni, gli antieuropei, e in qualche modo ostracizzato dagli altri e la sostanza del problema si perde e dovrei passare il tempo a difendermi da attacchi assurdi sui social network. M'è passata la voglia". In fondo, dunque, meglio nascondere verità scomode "in nome dell'amore". Ovviamente, non appena questa ammissione ha fatto il giro del web, sono spuntati come funghi i commenti di chi sottolinea come Fubini sia legato a vario titolo a Open Society, la fondazione finanziata da George Soros per sostenere, tra le altre cose, la democrazia, l'Unione europea e l'immigrazione dall'Africa di cui il giornalista è membro del Board dei consiglieri europei. Anche questo, però, meglio non dirlo ad alta voce. 

Dai blog