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Paolo Mieli a Otto e mezzo: "Il governo Pd M5s e Renzi peggiore di quello con la Lega, meglio tornare al voto"

Giulio Bucchi
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Oltre ogni immaginazione. L'ex direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo, regala un giudizio spietato sul governo giallorosso, alla luce del devastante spettacolo offerto all'Italia e al mondo sulla crisi dell'Ilva e la totale dimostrazione di impotenza esibita dopo la "fuga" di Arcelor Mittal da Taranto. "L'alleanza del M5s con Pd e Italia Viva - è la sentenza di Mieli - si sta rivelando peggiore di quella con la Lega, sarebbe stato meglio andare al voto". Molti lo sostenevano già a Ferragosto, nei giorni convulsi della crisi quando voci incontrollate riferivano dell'incredibile apertura del Pd a Luigi Di Maio. Oggi, quando più che mai servirebbe un governo coeso e compatto per respingere la minaccia di una crisi industriale senza precedenti, le recriminazioni si stanno trasformando in autorevoli, come nel caso di Mieli, condanne politiche.  Leggi anche: "Cos'ho proposto a Mittal". Ilva, Conte allo sbando: totale deriva grillina "I 5 Stelle non riescono a riprendere identità e appena ci provano questa viene vista come una prova di disordine - sottolinea il direttore - . C'è una leggera crescita di Renzi ma nessuno ci guadagna in questa alleanza di governo. Hanno promesso la luna a se stessi".

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