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Alessandro Sallusti: "Altro che Greta Thunberg e pm". Di chi è la colpa se oggi Venezia annega

Cristina Agostini
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Alessandro Sallusti attacca i veri responsabili del disastro di Venezia. "Scommetto che adesso ci diranno che ha ragione Greta, che Venezia è vittima del cambiamento climatico", scrive nel suo editoriale su Il Giornale, tutte "palle" perché l'Italia "è stata gravemente alluvionata, a volte devastata, centinaia di volte nel corso dei secoli, quando la plastica, le auto e gli aerei erano di là da venire". La differenza rispetto al passato "è che allora non c'era che morire e subire, oggi potremmo difendere le nostre terre, il nostro patrimonio e noi stessi, se solo usassimo al massimo ciò che la tecnologia ci ha messo a disposizione". Perché se c'è una colpa, non è del clima ma "degli uomini, delle loro debolezze, delle ideologie ambientaliste e da «decrescita felice»". Leggi anche: Il dramma di Venezia e il ruolo della faglia adriatica: non solo global warming, perché la città è spacciata Eppoi "la magistratura e la politica, con i suoi malaffari, hanno fatto di tutto per intralciare l'ultimazione di questo «mostro» miliardario (ne sono già stati spesi più di cinque)", il Mose. "Invece di cacciare gli incapaci e arrestare sì i ladri ma continuare l'opera", conclude Sallusti, "se la sono presa (magistrati e politici) soprattutto con l opera a corrente alternata, in base a chi era chiamato a governare il Paese e il territorio. Uno stop and go inaccettabile che ha prodotto solo ritardi e sprechi, tali da rendere il Mose oltre che iper costoso tecnologicamente vecchio". 

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