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Matteo Salvini, insulti di Marco Travaglio e Vauro in prima sul Fatto: "Budino sfatto", "Pagliaccio"

Caterina Spinelli
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Marco Travaglio non si smentisce mai e, appena può, non perde l'occasione di sferrare attacchi a più non posso contro Matteo Salvini. Anche questa volta, a ridosso dell'esito in Giunta per le immunità sul caso Gregoretti, il direttore del Fatto Quotidiano si diletta in invettive che poco hanno a che fare con la mera politica. "Coerente come un budino sfatto, tetragono come un sacco vuoto, lineare come un arabesco, Salvini ha deciso - bontà sua - di farsi processare per il presunto sequestro della nave Gregoretti, dopo aver chiesto per due mesi di non essere processato". Questo l'incipit del suo editoriale che fino a qui non fa altro che raccontare un avvenimento per poi finire immediatamente nell'attacco più becero e volgare. "Pretendere da un cazzaro un po' di fermezza è inutile. Ieri per dire, s'è paragonato a due arrestati famosi: Giovanni Guareschi e Silvio Pellico (ma voleva dire Pelvico, visto il girovita che si ritrova). E ha annunciato che scriverà Le mie prigioni 2.0. Poi, al verbo "scrivere" applicato a sé medesimo, gli è scappato da ridere". Leggi anche: Quarta Repubblica, rissa tra Gasparri e Porro: "Vedete dove sono?", "Prenda la macchina" Ma Travaglio non è l'unico che sul quotidiano si diverte a criticare il leader della Lega. La prima pagina del Fatto di martedì 21 febbraio, infatti, è un vero e proprio attacco incrociato. Anche Vauro, vignettista dalle ben note preferenze politiche, ha raffigurato un Salvini in vesti di martire. Il disegno, in prima pagina e con tanto di scritta 'Santa Maria Gregoretti', è un chiaro riferimento alla mossa dell'ex ministro dell'Interno di dire sì al processo nei suoi confronti. Un piano che ha sparigliato le carte in tavola di Pd e M5s, i quali invece pensavano di averla spuntata e di aver spostato il voto a dopo le regionali in Emilia. Ma non è finita qui perché sempre in prima pagina spunta anche un fotomontaggio di Salvini in manette con il titolo "I pagliacci". Insomma, niente di nuovo sotto il sole. 

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