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Giuliano Ferrara contro Fabrizio Barca: "Conti un c..., truffa vivente"

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Giuliano Ferrara

L'editoriale al vetriolo dell'Elefantino contro l'ex ministro della Coesione Territoriale, il campione della "chiacchiera"

Andrea Tempestini
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Da tempo, su Il Foglio, Giuliano Ferrara coltiva la sua campagna contro l'ex ministro Fabrizio Barca. E lo ricorda, l'Elefantino, in un editoriale durissimo pubblicato sull'edizione di mercoledì 19 febbraio: "Da mesi ci permettiamo di scrivere in solitario che Barca è una truffa vivente, che è inventato, che ha le stimmate del bravo ragazzo bene invecchiato ma non è adatto né per il governo né per la politica, tra l'altro - rincara - si esprime molto male per iscritto in italiano". Un mezzo analfabeta, insomma, assurto a ministro ai tempi di Mario Monti e quindi reinventato "addirittura un capo della sinistra italiana" grazie "alla curatela di Repubblica (editore Carlo De Benedetti, direttore Ezio Mauro, fondatore Eugenio Scalfari". Il mitomane - L'occasione per tornare su Barca, Ferrara la coglie dopo il tranello teso da "Cruciani e Parenzo, i due sublimi sporcaccioni che hanno reinventato la radio e fanno del giornalismo burlone, di successo, in mezzo a tanta noia". L'Elefantino si riferisce alla chiamata del finto Nichi Vendola al quale Barca, uccellato, ha detto di tutto e di più. "Dette due parole - scrive Ferrara -, per il resto ha fatto tutto quel tipino logorrocio di Fabrizio", che "si è vantato in modo grottesco di avere detto di no alle pressioni di Carlo De Benedetti e a quelle di Matteo. Ci crediamo - si chiede il direttore -? No che non ci crediamo". Secondo Ferrara, Barca "avrà fatto qualche telefonata di ricognizione, dopo un articolo soffietto del giornale di casa, e gli hanno risposto cortesemente dei numeri otto e nove del giro di Renzi, che pensa a tutt'altro". Anche perché - e questo è l'attacco sferzante dell'editoriale di Ferrara - "Fabrizio Barca è il numero 279 della nomenclatura. Conta un cazzo. Nessuno - ribadisce - gli ha mai chiesto di fare il ministro dell'Economia". Mister chiacchiera - Nel lungo commento, l'Elefantino si spende in un ritratto che potremmo eufemisticamente definire tranchant dell'ex titolare del vaporoso dicastero della Coesione territoriale, che su Il Foglio diventa "ministro di un coesivo Nulla coccolato di Monti". Per il direttore, Barca è "privo di discernimento politico ma non di ambizione, è stato insignito di una immagine pubblica totalmente ridicola". Per Ferrara, nel governo dei tecnocrati, il "giovinotto" Fabrizio "non si era certo segnalato per alcunché di rilevante". E giù altre badilate: "Lo incensano, seguono i suoi 'viaggi nella crisi italiana', gli danno la parola quando si tratta di dire qualcosa di banale e non sia a disposizione per influenza o raffreddore un Saviano". Infine l'Elefantino infierisce: "Basta che un falso Vendola gli telefoni e questo giochetto risibile salta, 'il caso Barca'. In che senso? Nel senso della chiacchiera, che è il materiale in cui rifluiscono le carriere sulla chiacchiera costruite. Potere floscio, e non se ne parli più".

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