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Coronavirus, Bruno Vespa sulla riapertura: "Subito liquidità alle imprese. Rischia il Paese, non il governo"

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Bruno Vespa analizza le ultime vicende legate all’emergenza coronavirus, e in particolare al rebus delle date. Quando inizierà questa benedetta “fase 2” che dovrà portare alla riapertura? Dopo la retromarcia di Angelo Borrelli, che aveva parlato di date e in particolare del 16 maggio, non possiamo far altro che attendere le prossime comunicazioni ufficiali. Nel suo editoriale su Il Giorno, Vespa si interroga sulla questione: “Fosse per i medici, dovremmo stare chiusi in casa almeno per tutto il mese di maggio. Ma il Paese non reggerebbe. Il primo a rendersene conto è Giuseppe Conte, che sia sulle riaperture che sui soldi si sente tirare la giacca da parti opposte”.

 

 

Le fabbriche dovrebbero riaprire il martedì dopo Pasqua, ma intanto negli altri Paesi non si sono mai fermate. “Un mercato perso non si riconquista in un giorno”, è l’avviso di Vespa che attende anche la riapertura graduale di uffici pubblici e privati e poi di ristoranti, bar e negozi, ovviamente seguendo alla lettera le norme fondamentali anti-contagio. Il problema principale resta però quello economico: “Comprendiamo la prudenza del Tesoro - scrive il conduttore di Porta a Porta - ma se a tutte le imprese non arriverà subito una forte iniezione di liquidità con restituzione a decenni, non rischia il governo: rischia il Paese”. 

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