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Bruno Vespa: “Dopo il coronavirus resteranno le macerie. Quello di Mario Draghi è un programma di governo"

Bruno Vespa

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Bruno Vespa offre il suo punto di vista sui timori che attanagliano la politica italiana. Il centrodestra guidato da Matteo Salvini e Giorgia Meloni “ha paura di essere coinvolto in decisioni che non ha contribuito a prendere”, mentre il centrosinistra “teme di non poter fare abbastanza” e il governo di “non avere la forza di avviare la coraggiosa politica di ricostruzione suggerita da Mario Draghi”. Nel suo editoriale su Il Giorno, Vespa si chiede se l’esecutivo di Giuseppe Conte sarà in grado di guidare la ricostruzione quando l’epidemia da coronavirus sarà finita.

Ci potrebbe volere altro: “Salvini e Berlusconi vedrebbero con piacere un governo di unità nazionale guidato da Mario Draghi. La Meloni non è d’accordo e vuole andare ad elezioni nella speranza di arrivare a un forte governo di centrodestra”. Ma è praticamente impossibile che l’Italia possa permettersi il ritorno alle urne in tempi brevi.

Intanto Vespa ha diversi interrogativi sul post-virus: “Un governo fino a ieri diviso su tutto avrà la forza di ripartire dalle macerie di un dopoguerra? Già si vedono le prime macerie. Nel Sud finora il virus non ha colpito duro, ma la crisi derivante dal blocco totale sì. I milioni di lavoratori in nero come camperanno? E chi ha lavori precari? Le scene di disperazione viste ieri a Roma, a Napoli, a Palermo e altrove lanciano un messaggio inquietante. Quante imprese chiuderanno? Quanti mercati esteri perderemo? Draghi non ha scritto un articolo, ma un programma di governo?”. 

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