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Valeria Fedeli è convinta che in Afghanistan ci sia il mare: la gaffe, l'attacco a "Libero" e la nostra replica

Lorenzo Mottola
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L'intesa Pd-M5S si rinsalda ancora sull'asse dell'ignoranza. Su tanti temi l'attuale maggioranza di governo può avere scarsa sintonia, però sul fare scempio di geografia, grammatica c'è grandissima armonia. E anche una certa positiva competizione. Tutti ricordano le lezioni del nostro ministro degli Esteri Luigi Di Maio, convinto che la Russia si affacci sul Mediterraneo e che Pinochet sia venezuelano. Così come è difficile scordare «gli imbuti da riempire» di cui aveva parlato Lucia Azzolina, che restano un mistero di cui si dibatterà nelle facoltà di fisica nei lustri a venire.

L'ex ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli, tuttavia, deve soffrire per la celebrità della sua erede, tanto da essersi lanciata in una gara per dimostrare che in politica non si va sempre di male in peggio, a volte eravamo già prima sul fondo del barile. La politica dem ieri si è lanciata su twitter in uno dei commenti terzomondisti che danno tanto lustro a un politico Pd, se azzeccati. Qui però ci siamo spinti un po' oltre. Scrive l'ex ministro della Pubblica Istruzione a corredo di una bella foto di donne velate: guardate «decine di giovani donne afgane che in perfetto distanziamento e nel rispetto delle norme anti-covid sostengono l'esame di ammissione all'università in spiaggia. La dimostrazione che volere è potere!», scrive Valeria.

 

Volere è potere, su questo ci siamo, ma far arrivare il mare in Afghanistan, no questo no. Parliamo di una delle nazioni più montuose al mondo dopo Nepal, Bhutan, Svizzera e Liechtenstein. Percentuale di acque 0%. Vette da 8000 mila metri sì. Spiaggette proprio no, niente riviera, solo talebani incazzosi. E non è che sia un posto poco noto: sono decenni che si parla di queste terre per orrende ragioni. In realtà quella nella foto non è la Fregene d'Asia ma un campo di atletica sterrato (in una città a 2200 metri di altitudine) dove le poverette che hanno avuto la sventura di nascere in quella landa desolata si sono messe a fare il loro compito. Poverine. E la Fedeli vedendo l'immagine deve aver lievissimamente travisato.

D'altra parte l'ex ministro dell'Istruzione, esattamente come l'attuale, non ha mai rinunciato a clamorose gaffe. Della sua biografia sappiamo tutto. Niente laurea, ci mancherebbe. E l'impatto con il lavoro dopo 40 anni nel sindacato deve essere stato un trauma. Forse per questo arrivata al ministero ha iniziato a coltivare un rapporto con la lingua italiana particolarmente ostile, tipo israelieani e palestinesi: «non ti conosco e non ti voglio conoscere». Ricordiamo tutti una sua frase celebre: «C'è il rafforzamento della formazione per i docenti che svolgono le funzioni di tutor dedicati all'alternanza. Perché offrano percorsi di assistenza sempre più migliori a studenti e studentesse». Più meglio? Roba da talebani. 

 

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L'ex ministro Valeria Fedeli, successivamente, ha replicato all'articolo di LIbero su Twitter. Ecco la nostra risposta:

 

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