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Coronavirus, Massimo Clementi: "In terapia intensiva anche pazienti che non ne hanno davvero bisogno"

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L'ex premier Silvio Berlusconi è risultato positivo, sebbene asintomatico, al contagio da Covid. E' in isolamento ad Arcore seguito dal suo medico di fiducia Alberto Zangrillo, uno dei promotori della corrente "negazionista" assieme al professore di Virologia dell'università Vita-Salute del San Raffaele Massimo Clementi, entrambi sostengono infatti che il virus sia morto. Il Giornale ha intervistato Clementi chiedendo delucidazioni proprio sull'episodio, ovvero: se il virus è morto come mai Berlusconi si è ammalato? "Non cambia proprio nulla. Questa notizia non sposta affatto la nostra posizione, basata su evidenze cliniche", dice Clementi.

Spiega poi che "la nostra posizione si basa sull'analisi dell'andamento della malattia, che è obbiettivamente cambiata. Non è più violenta come prima e questo è sotto gli occhi di tutti. Anche se i contagi aumentano, i casi gravi non ci sono".  Alla domanda sull'aumento dei ricoveri in terapia intensiva risponde: "C'è qualche ricovero in più ma bisogna considerare che è stato messo in terapia intensiva anche qualche paziente che non ne ha reale bisogno. Inoltre sono stati contati tra i pazienti morti per Covid anche quelli deceduti per altro e con tampone negativo"

 

 

Consiglia poi agli "over" asintomatici di rimanere in quarantena in casa propria "sarebbe la cosa migliore. Serve un monitoraggio per prevenire eventuali complicanze, questo sì, ma è bene che gli asintomatici di qualunque età stiano a casa, non in ospedale". Critica il trasferimento degli anziani che a Milano positivi al Covid in una rsa sono stati trasferiti in ospedale, perché, spiega , "è stato un errore. Però anche quei contagi ci dicono qualcosa: ci insegnano che gli anziani si infettano con meno violenza rispetto a marzo".

Quanto all'ondata di ritorno dalle vacanze Clementi minimizza: "La chiamerei ondina, non ondata. Certo, questa estate poteva essere gestita meglio dal Cts. Poteva dire che andare in Croazia e a Ibiza poteva essere pericoloso. Il colpo di coda di questi contagi durerà ancora qualche giorno".

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