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Cartabianca, Paolo Mieli gela tutti: "Coronavirus e vaccino, troppa propaganda". Perché non è finita

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"Temo che non sia finita": Paolo Mieli, in studio da Bianca Berlinguer ospite di Cartabianca su Rai3, mescola prudenza, scetticismo e paura sull'epidemia di coronavirus. In questi giorni, insieme all'allarme sul Covid mutato nella variante "inglese" e super-contagioso, si celebrano i successi del vaccino, con l'Ema che ha dato l'ok alla somministrazione in Europa e il V-Day (simbolico) del 27 febbraio, che vedrà 8 paesi dell'Unione tra cui l'Italia dare il via all'imponente campagna vaccinale.
 

 

 

Non ci sono ancora evidenze scientifiche sul nuovo ceppo, ma gli esperti assicurano che il vaccino (studiato in base alla sequenza del ceppo dominante) dovrebbe funzionare anche con la variante. Il condizionale è d'obbligo e anche per questo l'ex direttore del Corriere della Sera mette in guardia da facili entusiasmi: "Temo che non sia finita e che sia stata fatta troppo propaganda sui vaccini. Chi ci garantisce che la distribuzione non vada come con le dosi dell’anti-influenzale? Bisogna accendere un cero a qualche santo. Farei meno annunci". Cassandra o semplicemente previdente, avendo visto all'opera per mesi il commissario straordinario Domenico Arcuri e il rimpallo di responsabilità tra Stato centrale e regioni?

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