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Sexy Paulette, il ritorno dell'antiValentina

 Paulette

Disinibita, anticipatrice del '68, diverente: Oblomov propone Paulette, versione francese dell'eroina di Crepax

Francesco Specchia
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C’era la Valentina di Crepax, snob e androgina e c’era la Paulette formosa, carnale e molto più simpatica. Nell’universo erotico dei fumetti anni 60/70, tra le due eroine disinibite, la seconda -ispirata a Brigitte Bardot-, giovane rampolla di una famiglia altolocata francese era la nostra preferita. Perché era una bomba ad orologeria nei sogni di un paio di generazioni. Ora che esce la raccolta delle sue storie classiche, Paulette (Oblomov pp.150, euro 23 di Georges e Wolinski grande autore perito nell’attentato a Charlie Hebdo), siamo tutti più contenti. Sia perché le storie di Paulette condite di carni strabordanti, tette maestose, labbra esplosive prima del botulino, richiamano una satira politica fatta di movimenti operai, chiassosi sessantottini, battute fulminanti («Joseph! Mi sta succedendo una cosa orribile!… Non capisci. Credo di… credo di essere comunista», dice la ragazza mentre si offre, in blocco alla classe operaia che va in paradiso). Sia perché le avventure di Paulette hanno spettacolari richiami favolistici: il mito di Tiresia, la trasformazione di un vecchio in una fanciulla bombastica, un aldilà fatto di partite di football americano in cui i giocatori sono nudi e Paulette fa la palla ovale. Paulette oggi sarebbe massacrata dal politicamente corretto, per questo merita sospiri e riletture…

                           

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