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Travaglio usa anche la figlia di Giorgia Meloni: lo sfregio in prima pagina

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"Fratelli d'Italia Viva: Renzi è al governo", è il titolo di prima pagina de Il Fatto quotidiano "Cena al Twiga e voti in Parlamento". E l'immagine che illustra l'apertura del giornale diretto da Marco Travaglio è a dir poco vergognosa. Il direttore usa persino la figlia di Giorgia Meloni e Andrea Giambruno, Ginevra, per attaccare la presidente del Consiglio. Pubblica infatti un fotomontaggio di uno scatto che la Meloni ha postato sul suo profilo Instagram mentre si trova in aereo e teneramente abbraccia la figlia. Sul Fatto però la piccola viene sostituita dalla foto di Matteo Renzi. 

 

 

L'editoriale dello stesso Travaglio segue gli stessi toni: "Siamo molto preoccupati per Giorgia Meloni. E non per quisquilie come la rivolta dei poveri senza più Reddito, il crollo del Pil, il boom di bollette, inflazione e benzina, le gaffe e le chiome del fidanzato-mezzobusto: a questo e a molto altro c’è rimedio. Ma per l’unico guaio davvero irreparabile e definitivo che sta per investirla, ben più letale dei cambiamenti climatici e a prova di negazionisti: Renzi nella maggioranza". 

Quindi il direttore ricorda che "i cimiteri della politica sono lastricati di lapidi degli altri sventurati premier che ebbero in sorte anche solo un fugace contatto con la mortifera e pestilenziale presenza: Letta, a cui bastò il tweet “Enrico stai sereno” per schiantarsi dopo 9 mesi; Conte, del cui secondo governo il nostro fu l’ideatore e poi il killer; Draghi, che mai riuscì a liberarsi dello stigma di essere salito a Palazzo Chigi grazie a lui e infatti perse tutto, il Quirinale e poi il governo; e Salvini, che dal Papeete rovesciò Conte per prenderne il posto con 'pieni poteri' quand’era in love col Rignanese e ne fu fregato". Infine, "il povero Calenda, l’ultimo allocco a mettersi in casa l’impiastro. La Meloni è furba", conclude Travaglio, "e ha buona memoria, ma può farci poco. Le avance renziane non basta rifiutarle: bisogna non meritarle. E lei le merita tutte".

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