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Papa Francesco, le parole sulla morte: "Terrorizzato dal dolore"

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Papa Francesco compirà 87 anni a dicembre. Un traguardo importante per il Pontefice, protagonista di un libro firmato dai giornalisti argentini - Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin - che hanno avuto modo di intervistarlo in maniera approfondita. A partire dalla questione delle dimissioni, che sono già state firmate nel 2013: Bergoglio però non sembra avere alcuna intenzione di rinunciare anzitempo al suo ruolo di guida della Chiesa cattolica. Così come non si è sottratto alla domanda sulla paura della morte: “Sono consapevole che mi può accadere di tutto”. 

“È difficile - ha aggiunto - evitare completamente i rischi di attentati suicidi. È qualcosa che si è potuto constatare negli ultimi anni con le azioni dell’Isis. Quando prego, dico a Dio che sono nelle sue mani. Se deve accadermi qualcosa, succederà inevitabilmente: non ho alcun certificato di eternità. Prima o poi la morte arriverà sotto forma di bronchite o di tumore o di pallottola. Oppure a causa di un mate avvelenato di quelli che mi danno gli argentini durante le udienze generali, come mi ha suggerito, mettendomi in guardia, un capo della sicurezza”. Incalzato dai due giornalisti argentini, Papa Francesco ha risposto in maniera più specifica alla domanda sulla paura della morte: “Non so se è perché sono incosciente o se è perché non ci penso... Nel caso di un attentato, se dovessero lanciare una bomba la cosa che più mi preoccupa è l’integrità delle persone vicine. Certo, quello che chiedo al Signore è che, quando arriverà la mia ora, non faccia male, qualsiasi cosa accada. Mi terrorizza il dolore. Da questo punto di vista sono un po’ codardo. Come diceva qualcuno, la morte non mi fa paura, ma mi fa paura vederla avvicinarsi…”. 

 

Bergoglio ha parlato anche dell’eredità che gli piacerebbe lasciare: “Una Chiesa materna come quella che mi ha accolto. Mi piacerebbe andarmene con una Chiesa evangelica, dallo spirito evangelico. Una Chiesa vicina a Gesù attraverso il Vangelo, la preghiera e l’eucaristia. Una Chiesa, in definitiva, lontana dagli interessi mondani e vicina alla gente, che sia servizio alla società perché, in caso contrario, diventa al servizio del potere”. 

 

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