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Vittorio Emanuele Parsi operato dopo il malore: cosa stava facendo a Cortina

Claudia Osmetti
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Le sue condizioni sono gravissime. Ha avuto un malore, è stato operato d’urgenza al cuore, da mercoledì scorso (cioè dal 27 dicembre) è ricoverato all’ospedale di Treviso e queste sono ore cruciali. Delicatissime. Vittorio Emanuele Parsi, il professor Parsi, politologo, ufficiale riservista della Marina, collaboratore di diversi giornali e centri di studio e università, volto noto di molti talk show, si è sentito male a Cortina d’Ampezzo, in provincia di Belluno, quattro giorni fa. Andava in scena una rassegna (Una montagna di libri) e lui, Parsi, era lì per presentare il suo ultimo lavoro, Madre Patria (edito Bompiani), una sorta di viaggio nella storia d’Italia che parte dal Risorgimento e arriva ai giorni nostri. All’improvviso, intorno alle 18, ha accusato un forte dolore al petto.

Lo hanno portato immediatamente all’ospedale Codivilla di Cortina, ma la situazione è apparsa complicata fin dal principio e, allora, è stato trasferito in altri due nosocomi: prima a Belluno e poi a Treviso. È a Treviso che lo hanno operato d’urgenza al cuore, un intervento lungo, almeno un paio d’ore. Da quando è uscito dalla sala operatoria Parsi è ricoverato nel reparto di terapia intensiva. Con lui adesso c’è la sua intera famiglia, la prognosi resta riservata. Ha 62 anni, Parsi. Fa il professore (insegna Relazioni internazionali all’università Cattolica del sacro cuore di Milano, ma ha una cattedra anche nella facoltà di Economia dell’ateneo della Svizzera italiana, a Lugano). Una vita passata a studiare l’assetto mondiale e il sistema internazionale dopo la Guerra fredda: è un esperto (come ce ne sono pochi) di politica estera e di sicurezza in Medioriente. È stato uno degli analisti principali dell’invasione russa di Putin in Ucraina, due anni fa.

 

 

 

Un’esperienza che non si è fatto solo sui libri, ma anche sul campo: nel 2014, per esempio, è stato impiegato nel comando Unifil (le forse di interposizione dell’Onu) in Libano. In quell’occasione ha ricevuto anche alcune onorificenze, come la Un peacekeeping medal e la Croce commemorativa per le operazioni di pace. Nel suo ultimo libro parla del nostro Paese, del glorioso Risorgimento e della «morte della patria fascista», su su fino ad argomenti più attuali come Tangentopoli e l’Italia di oggi, quella del presente, quella del 2023 che sta diventando 2024, con lo scopo di individuare una «rivoluzione copernicana nel modo di concepire la madre patria, per ripartire dalla sua natura inclusiva, amorevole e protettiva». Di questo avrebbe dovuto parlare a Cortina. Questo era il lavoro che stava presentando, due giorni dopo Natale, in Veneto. Ora si spera solo che possa riprendersi al più presto. 

 

 

 

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