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Crans-Montana, lo sfogo di Rita Dalla Chiesa: "Quello che mi fa male"

martedì 6 gennaio 2026
Crans-Montana, lo sfogo di Rita Dalla Chiesa: "Quello che mi fa male"

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Mentre emergono gli ultimi dettagli sulla gestione del bar Le Constellation, Rita Dalla Chiesa esprime tutta la propria indignazione. E lo fa ospite di Quarta Repubblica nella puntata in onda lunedì 5 gennaio su Rete 4. Qui la deputata di Forza Italia torna a parlare della strage in cui hanno perso la vita anche sei giovanissimi italiani. "Quello che a me fa male è che erano soli a morire, nessuno gli ha dato un'indicazione o gli ha detto uscite". Dai video girati fino ad ora sui social si vedono solo ragazzi in preda al panico e nessuno, tra gli addetti del locale, intento a fornire loro indicazioni. Per di più, è l'ultima scoperta, risulta che la porta di sicurezza fosse nascosta e chiusa a chiave. 

Tutto questo non può che inorridire Dalla Chiesa: "È disumano quello che è successo, anche per noi che abbiamo visto in loro i nostri figli e i nostri nipoti. Negli occhi loro il terrore, ma prima che succedesse tutto avevano la voglia di arrivare nella vita, al giorno dopo. Ragazzi di 16, 17 e 18 anni che hanno dentro la gioia e che la sera andavano in questo locale per ritrovarsi. Io sono molto severa, però se mi dici 'andiamo in un posto con tutti i nostri amici, tu ce lo mandi'". 

Intanto, anche chi è uscito in vita dalle fiamme, la situazione è delicatissima. "Abbiamo 11 pazienti ricoverati. Alcuni più gravi altri meno ma sicuramente 11 pazienti critici sui quali manteniamo ancora una prognosi riservata", ha ammesso Alberto Zoli, direttore generale dell'Ospedale Niguarda, durante un punto stampa di aggiornamento sullo stato di salute dei feriti di Crans Montana ricoverati a Milano. "Le loro condizioni variano da ustioni molto estese, anche al 70 per cento, fino a ustioni molto meno estese ma con compromissioni delle funzioni vitali - ha aggiunto -. Per questo sono tutti pazienti ancora in condizioni critiche ma che nelle prossime ore possono avere una evoluzione, speriamo positiva. Abbiamo ancora pazienti ricoverati in terapia intensiva, altri in semi intensiva o meno intensiva - ha proseguito Zoli -. Sicuramente stanno ricevendo tutte le cure del caso ma dobbiamo sottolineare ancora una volta che parliamo di grandi ustionati con compromissioni, a volte, di funzioni vitali come la respirazione. Dato che questo è il quadro, la prognosi rimane riservata".