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Beatrice Venezi, figuraccia dei sindacati dopo i 8 minuti di applausi: cosa scrivono

lunedì 26 gennaio 2026
Beatrice Venezi, figuraccia dei sindacati dopo i 8 minuti di applausi: cosa scrivono

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Il successo della direzione di Beatrice Venezi nella Carmen al Teatro Verdi di Pisa - il pubblico si è espresso con 8 minuti di applausi - ha ricevuto un riconoscimento inatteso anche dai suoi principali critici. Persino testate come Repubblica, non certo vicine alle posizioni governative, hanno sottolineato il trionfo dell'evento, accolto da lunghi applausi del pubblico. Ora arriva una conferma ulteriore dal Comitato Nazionale delle Fondazioni Lirico Sinfoniche, tra i più attivi oppositori alla nomina della direttrice toscana come direttore musicale del Teatro La Fenice di Venezia, ufficializzata lo scorso 22 settembre.

Il Comitato, che in questi mesi ha sostenuto le proteste degli orchestrali veneziani e ha adottato la simbolica spilletta gialla anti-Venezi, ha pubblicato un comunicato sui propri canali social in cui riconosce apertamente il risultato positivo dell'allestimento pisano.“Il successo della Carmen al Teatro Verdi di Pisa diretta da Beatrice Venezi, è un dato di fatto – riconosce il Comitato – un esito positivo che va valorizzato, soprattutto in un momento storico in cui ogni investimento culturale che incontra il favore del pubblico rappresenta un segnale di speranza per il settore”.

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Nonostante ciò, il testo sposta immediatamente il piano del confronto: la contestazione non verte sulle qualità artistiche della musicista, ma sulle modalità della sua nomina e sul contesto normativo più ampio. Il Comitato individua nel nuovo Codice dello Spettacolo, attualmente in discussione, il vero obiettivo delle proteste, descrivendolo come “disegno politico ben preciso, contenuto nel nuovo Codice dello Spettacolo attualmente in discussione”.La nota chiarisce senza ambiguità la posizione:“Il punto non è, e non è mai stato, Beatrice Venezi, su cui le opinioni possono legittimamente divergere, ma la modalità della sua nomina, espressione di un rischio più grande: l’accentramento del potere ministeriale, già per l’appunto ‘promesso’ nel nuovo Codice dello Spettacolo”.In sostanza, anche tra le fila dei contestatori più determinati emerge l'ammissione che le obiezioni non sono di natura tecnica o artistica, bensì politica, legate alle riforme che il governo intende introdurre nel settore lirico-sinfonico. Che bella giravolta, dopo mesi di attacchi alla Venezi...

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