Il Domani si arrampica sugli specchi, e si vede. Nel Giorno della Memoria, con Giorgia Meloni che ha condannato il fascismo definito da lei "pagina buia della storia", Daniela Preziosi cerca, fruga nei meandri del passato, pur di attaccare il premier e il suo partito. Premettendo che "stavolta Giorgia Meloni si fa trovare a un appuntamento con la storia che in realtà la aspettava da anni. Ci arriva in ritardo, ma arriva - scrive prima di proseguire nel solito leit motiv -. Nel Giorno della memoria, l’81esima ricorrenza dell’apertura dei cancelli di Auschwitz, il 27 gennaio 1945, non gira intorno a un punto che da anni in date come questa – e come il 25 aprile e come tutto il calendario della Repubblica democratica italiana – fin qui ha eluso. O utilizzato per accreditare come democratiche le radici del suo partito, Fratelli d’Italia, che però affondano nel Msi, il partito dei 'fascisti in democrazia', e che come il Msi ha nel simbolo la fiamma".
Eppure, si legge ancora, "Meloni deve salvare la faccia, provare ad assumere una postura repubblicana e democratica, dunque arrivare dove non è mai arrivata. Stavolta è più esplicita. Deve, perché sul tema, e proprio alla vigilia del Giorno della memoria, la serie dei maldestri tentativi di rimuovere le responsabilità del fascismo, operati dai suoi, è lunga. E lei rischia di apparire l’ispiratrice e la protettrice, se non la mandante politica". Poi ecco il solito elenchino di quelle che per Preziosi sono le prove del "vizietto della rimozione". Ossia, "la circolare con cui il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha invitato le scuole a celebrare il 27 gennaio, curiosamente, non nomina il nazismo, figuriamoci il fascismo". E pure "la fiction Rai che ricostruisce il rastrellamento del Ghetto di Roma (il 16 ottobre 1943, oltre mille ebrei furono deportati ad Auschwitz, solo 16 i sopravvissuti), mette in scena i nazisti ma cancella l’attiva collaborazione dei fascisti".
Meloni, le parole nel Giorno della Memoria: "Condanniamo la complicità del regime fascista"
"Nel Giorno della Memoria ricordiamo i nomi e i cognomi delle vittime e rinnoviamo la memoria di ciò che &eg...Finita qui? Macchè, "il vizietto della rimozione arriva fino ai suoi dirigenti più vicini". Ecco come rivanga: "Lo scorso dicembre il presidente del Senato Ignazio La Russa ha celebrato sui social gli 80 anni dalla nascita del Msi con un misto di nostalgia ed elogio. La lotta all’antisemitismo dovrebbe essere una bandiera per FdI, eppure anche lì i meloniani non sono riusciti a non fare gaffe". E quale, verrebbe da chiedersi? "Giusto ieri - è la tragicomica spiegazione - la commissione Affari costituzionali del Senato ha adottato il testo base della legge contro l’antisemitismo. Sarà il disegno di legge di Lega e Italia viva (i testi sono identici)". Che gaffe...




