È sempre stata a destra, Francesca Riccitelli. Vicina a Fratelli d’Italia. Nella biografia che accompagna il suo account Instagram non a caso si legge: “Liberalconservatrice, anti-woke”. Adesso questa 30enne transgender di Avezzano, in Abruzzo, compie un passo che sta facendo discutere: aderisce a Futuro nazionale, la formazione del generale Roberto Vannacci, che sul fronte dei temi arcobaleno ha sempre avuto posizioni, anche a livello mediatico, molto forti.
«Vannacci si riferisce all’omosessualità e alla transessualità come eccezioni, non di anormalità in senso dispregiativo», ha detto Riccitelli difendendo la piattaforma politica di Fn. «Questa è la mia prima tessera di partito. Condivido l’idea di un controllo rigoroso dei flussi migratori. Mi preoccupano culture molto diverse dalla nostra, anche perché in alcuni casi l’omosessualità non è vista favorevolmente».
Da quando si è iscritta al partito, ha rivelato di aver «ricevuto tanti messaggi di sostegno, ma anche insulti, offese, attacchi personali. La cosa che più mi colpisce è che molti di questi arrivano proprio da chi ogni giorno si riempie la bocca di parole come rispetto, inclusione e tolleranza. Per anni ci hanno raccontato che la discriminazione fosse un problema della destra...».
E invece, denuncia, proprio per le sue idee di destra è stata discriminata all’interno della comunità Lgbt: «Spesso si viene bollati in modo duro, anche come “fascisti” o “omofobi interiorizzati”. Io penso che la realtà sia più complessa e che queste semplificazioni non aiutino nessuno». Vannacci non l’ha ancora incontrato, ma spera di farlo presto per confrontarsi con lui: «Non ricopro alcun ruolo all’interno della formazione politica, ho semplicemente appena aderito al partito».
Ad aprile, alla vigilia delle elezioni comunali ad Avezzano, aveva rivelato di aver ricevuto molte offerte di candidature. Respinte: «Non mi piace l’improvvisazione: la politica dovrebbe tornare ad essere prima di tutto formazione, competenza e responsabilità verso chi vota, non la costruzione di cartelli elettorali o una mera rincorsa a raccattare preferenze qua e là».




