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Roberto Saviano condannato in Cassazione: in "Gomorra" ha copiato

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mercoledì 22 luglio 2026
Roberto Saviano

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Confermato dalla Cassazione il risarcimento di 10mila euro che Roberto Saviano dovrà versare per gli articoli di giornale riprodotti senza citare la fonte nel suo libro più noto, "Gomorra". La Suprema Corte, dunque, ha respinto il ricorso di Libra Editrice contro la decisione della Corte d'appello di Napoli che nel 2024 aveva fissato a 10mila euro il risarcimento in favore della società che edita i quotidiani Corriere di Caserta e Cronache di Napoli. E così è stata messa la parola fine a un contenzioso iniziato nel 2008.

Negli anni, a partire dall’undicesima ristampa di “Gomorra“, la Mondadori - come si legge sul Secolo d'Italia - è stata costretta dalle sentenze avverse a inserire nel libro le fonti citate da Saviano, sia i cronisti, tra cui Simone Di Meo, sia gli articoli e le testate da cui sono state attinte le notizie.

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La Cassazione, in ogni caso, ha respinto il ricorso perché secondo i giudici il best seller che ha venduto due milioni e 250mila copie solo in Italia e circa 10 milioni nel mondo, con profitti enormi, ha beneficiato solo in minima parte degli articoli copiati, “dal momento che gli articoli illecitamente riprodotti sono assai brevi rispetto al libro”. Dai giudici di appello viene sottolineata anche "l’innegabile abilità di Saviano nella rielaborazione degli articoli e nell’inserimento degli stessi in una trattazione ben più ampia e caratterizzata da particolare pregevolezza letteraria". 

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