"Sono tranquillissimo", commenta Sigfrido Ranucci ai microfoni di In Onda su La7. Il giornalista, in merito alla vicenda che lo vede coinvolto, commenta: "Dovrei decidere di mettermi da parte, ma non lo faccio perché è quello che vogliono loro. Se hanno la coscienza pulita mi spostano loro. Come ha scritto Califano sulla sua tomba: non escludo un mio ritorno... anche da morto". A margine della serata di martedì 25 agosto a Cerveteri con il suo spettacolo Diario di un Trapezista, Ranucci torna a parlare del suo futuro in Rai e dell'intenzione dell'azienda di sostituirlo alla guida di Report in seguito agli sviluppi del caso Lavitola.
Ranucci, addio Report? L'ultimo delirio: "A cena anche con Riina"
"Buonasera a tutti e grazie per essere qui. Potrebbe essere il mio ultimo spettacolo da conduttore di Report":..."Sono 35 anni che sono in azienda, sono nato come assistente al programma e ho condotto il programma più importante della storia della televisione, in termini di inchieste ho fatto scoop nazionali e internazionali, lavoro nella trasmissione più premiata nella storia della Rai, sono il giornalista più premiato della storia della Rai, ho attraversato 240 querele senza portare un danno alla Rai, mantenendo alto l'onore della Rai. Ho messo, per fare tutto questo lavoro, a repentaglio l'incolumità mia e quella della mia famiglia. Ho conosciuto anche una squadra di giornalisti che saranno il futuro della Rai. Io ho la coscienza a posto. Gli altri?", ribadisce.
Ranucci, siluro sul Pd: "Gente che non avete idea... I miei amici clandestini ora hanno paura"
Si è sfogato, Sigfrido Ranucci: la sua conduzione a Report ha le ore contate, la Rai ha già deciso per la ...E ancora, in un post su Facebook rincara la dose e afferma che "non corrisponde al vero la notizia riportata dal Corriere (della Sera, ndr) che una delle auto esplose per via della bomba non potesse circolare per strada per mancanza di assicurazione. Era priva solo della parte riguardante atti vandalici e incendio, motivo per cui non è stato risarcito il danno. Tanto dovevo per amore della verità".




