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Vittorio Feltri disintegra Sigfrido Ranucci: "Di cosa dovrebbe occuparsi"

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sabato 19 settembre 2026
Vittorio Feltri disintegra Sigfrido Ranucci: "Di cosa dovrebbe occuparsi"

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“Ranucci farebbe bene ad andare ad arare piuttosto che fare questo mestiere, per il quale non è tagliato. È più portato allo sputtanamento che al racconto della realtà. Il pubblico è in grado di giudicare meglio di Ranucci”. Vittorio Feltri, come sempre, senza peli sulla lingua. Il fondatore di libero stato premiato lo scorso giovedì sera a Milano in occasione di un evento dedicato ai giovani comunicatori ICCH. E si è lasciato andare a qualche considerazione sull'ex conduttore di Report. “Non avrei accettato di dirigere un programma che ha le sue radici nello sputt*** degli altri. Se ci sono due opinioni contrapposte, mi piace sentirle tutte e due prima di blaterare", ha aggiunto il direttore editoriale del Giornale in una clip pubblicata dall'account Instagram dei ‘The Journalai’. Alla domanda del direttore dell‘Adnkronos Davide Desario se la Rai abbia fatto bene ad allontanare Ranucci dalla conduzione di Report, Feltri rincara la dose: “No, la Rai ha sbagliato perché non lo doveva proprio assumere".

Intanto Roberto Vannacci ne ha approfittato per rigraziare Feltri per la sua presenza ieri a Torino. "Ringrazio di cuore il direttore Vittorio Feltri per la sua visita a sorpresa. Un grande onore per me, per tutti gli organizzatori e per il pubblico del convegno 'Insicurezza Urbana' promosso dal sindacato di polizia Fsp. Nonostante Askatasuna e i nullafacenti e mantenuti che hanno bloccato la città, il convegno ha goduto dell'ulteriore prestigio portato dalla visita di uno dei più famosi padri del giornalismo italiano", ha scritto sui social il leader di Futuro nazionale. "La mia personale gratitudine anche per la considerazione e l'affetto da lui sempre dimostrati nei miei confronti e nei riguardi delle tematiche che porto avanti. Non poteva esserci sorpresa più gradita. Ancora più convinto e determinato nel continuare a fare gli interessi dell'Italia e degli italiani", conclude Vannacci.