Sigfrido Ranucci sembra aver trasformato la lettura mattutina di Libero in un appuntamento quasi catartico, per sfogare tutta la rabbia per un momento indubbiamente complesso. Legge e si butta a capofitto a replicare. Lo fa soprattutto sui social, con toni sempre più duri. L’ultima reazione scomposta è arrivata ieri, con un post nel quale accusa «i giornali di Angelucci» di diffondere falsità e contesta il pezzo sulla presunta foto del bacio con Maria Rosaria Boccia. Prima di raccontare tutto, in ogni caso, occorrono delle precisazioni. Sulla fotografia anzitutto, oggetto dell’apertura di ieri di questo giornale.
Libero, infatti, non ha mai dato per certo che il bacio sia avvenuto. L’articolo di Giacomo Amadori ha riferito quanto dichiarato agli inquirenti da Natalia Potenza, ex compagna di Valter Lavitola, ascoltata dalla Procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sull’attentato a Ranucci. È la testimone a parlare di questa immagine, è nelle carte del procedimento, non è un pettegolezzo. Ranucci ha risposto per le rime, al solito via Facebook. «È un fake», ha scritto, sostenendo che lo scatto sarebbe stato «evidentemente realizzato con Intelligenza artificiale» e aggiungendo che lo avrebbe recuperato da una non meglio precisata chat. Anche l’avvocato di Boccia, Francesco Di Deco, annunciando iniziative giudiziarie contro Potenza, Libero e Amadori, contesta l’esistenza e la veridicità della fotografia e nega incontri riservati tra i due che, sottolinea il legale, si sarebbero visti sempre in presenza di altre persone.
Le smentite poco efficaci, comunque, in questa vicenda sono una costante. Come nel caso della cena benefica dedicata all’Africa. Mercoledì, per rispondere al nostro scoop sulla sua partecipazione all’evento, fortemente sponsorizzata da Lavitola, in un ristorante pieno di ambasciatori africani, negò da par suo l’episodio: «Non mi sono mai seduto a quei tavoli, non ho cenato, non ho mai parlato di fondi». Dopo che abbiamo pubblicato lo scatto che lo ritraeva all’interno del locale (dove a suo nome e della compagna Laura Cianfoni erano stati pagati due biglietti di partecipazione alla serata benefica, al costo di 180 euro), Ranucci ha estratto dalla chat (questa volta ben visibile) una prenotazione per 4 persone (Cianfoni compresa) in un altro ristorante. In effetti l’ex conduttore di Report si unì alla serata africana in ritardo, causando le lamentele di Lavitola. Ma la domanda sorge spontanea: se non è andato per cenare, perché Ranucci ha dovuto marcare visita e farsi vedere alla festa? Perché Lavitola teneva così tanto alla presenza dell’amico? Stava provando ad accreditarsi nel chiuso ambiente della diplomazia, sfoggiando la sua carta segreta, l’amicizia con Sigfrido, come sostiene Natalia Potenza, ex compagna di Lavitola?
Torniamo alla reazione social di ieri mattina. Ranucci, oltre a definire fake la fotografia, ha citato Sallusti collegandolo alla sospensione delle repliche estive di Report. Un passaggio particolarmente duro, arrivato nel pieno di una polemica sul giornalismo e sulla libertà di stampa. Non perdendo, comunque, l’occasione di pubblicizzare i suoi prossimi spettacoli il 25 settembre a Noto e il 26 a Vittoria, in Sicilia.
Di certo ieri Sigfrido ha scodellato una foto realizzata con l’IA e ha assicurato che sia quella di cui ha parlato la Potenza con i magistrati. Ma lei con Libero nega: «Ranucci è un bugiardo. Lavitola parlava seriamente, non di Intelligenza artificiale». Adesso l’ex conduttore di Report può rispondere mostrando la chat misteriosa e consentendo a tutti di verificare se l’immagine gli sia stata effettivamente inviata ai primi di maggio, come sostenuto dall’ex compagna di Lavitola. Anche perché per la terza volta Ranucci ha accusato Libero di inventare cose sul suo conto, evitando, però, di prendersela con la Potenza, che quelle cose le ha dette ai magistrati (noi ci siamo limitati a riportare le sue dichiarazioni). Come mai? Probabilmente è più facile attaccare il nostro giornale che non chi conosce molti segreti, più o meno imbarazzanti.




