(Adnkronos) - Nel ricorso presentato si legge: "gli organismi regionali del Partito avevano favorito e legittimato di consentire - come successo a Siena - di derogare all'obbligo del numero minimo di firme, alla parita' di genere (sempre a Siena il numero dei candidati di sesso maschile supera di due unita' quello delle candidate), rimettendo di fatto la formazione delle rose medesime alla piena autonoma discrezionalita' delle direzioni territoriali, in palese contravvenzione con quanto previsto dal Regolamento nazionale sulle primarie, che demanda agli organi regionali la sola facolta' di ridurre il quorum delle firme dal 5% al 3% (art. 4 c. 2 lett. A)". "Nonche' - prosegue - quella di poter rideterminare parzialmente (introdurre delle deroghe, che e' diverso dal derogare tout court) i criteri per l'assegnazione delle posizioni eleggibili in lista sulla base di motivate necessita' e con maggioranza qualificata dei due terzi (art. 6 c, 2), e alle direzioni territoriali il solo compito di escludere candidati, ancorche' sostenuti dal numero di firme necessario ed in regola con gli altri obblighi del regolamento, in sede di approvazione delle rose, solo quando le candidature eccedano il doppio dei posti assegnati, come previsto dall'art. 4 comma 4". (segue)




