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Ingroia: ''Mi candido a premier per rivoluzione civile''

domenica 30 dicembre 2012
Ingroia: ''Mi candido a premier per rivoluzione civile''

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Roma, 29 dic. (Adnkronos) - "Saremo milioni, perché vogliamo fare una rivoluzione pacifica, una rivoluzione dei cittadini, una rivoluzione civile per la quale abbiamo costituito una lista, per la quale mi candido a premier". Ad annunciarlo Antonio Ingroia, che presenta così il suo schieramento, nel cui simbolo, per metà arancione, compare il suo nome. "Quando giurai fedeltà alla Costituzione - sottolinea - pensavo di doverla servire solo nelle aule di giustizia. Ma non siamo in un Paese normale, in una situazione normale, siamo in un'emergenza democratica, dovuta allo strapotere dei sistemi criminali, alle insufficienze e alle inadeguatezze della politica". "E' venuto il momento della responsabilità politica. Antonio Ingroia - dice parlando di sé - non si propone come salvatore della patria, vuol essere soltanto un esempio come tanti cittadini che si mettono in gioco. Il mio impegno è in linea di continuità con la mia attività di magistrato", perché "quella strada sulla verità delle stragi e della stagione più buia della nostra storia alla magistratura è stata sbarrata in sedi politiche e occorre entrare in politica per riaprire la strada per la verità". Nonostante i duri attacchi al segretario del Pd Pier Luigi Bersani, Ingroia gli ripete "siamo pronti a confrontarci, purché il Pd esca dalle sue contraddizioni" dopo aver sostenuto in modo "convinto" il governo Monti. "Chi ha e dovrebbe portare con sé l'eredità di uomini come Pio La Torre ed Enrico Berlinguer - continua - dovrebbe ricordarsi che la questione morale e la lotta alla mafia devono essere la priorità dell'agenda politica. Proveremo a mettere sulle nostre spalle questa eredità che il Pd ha abbandonato". "Bersani sa che lo avevo cercato direttamente - ricorda Ingroia - non ho ricevuto risposta, me ne farò una ragione. Evidentemente Bersani si sente un po' un Padre eterno, Falcone e Borsellino rispondevano al primo squillo. Bersani una politica per eliminare la mafia non la vuole. Noi i segnali li diamo candidando il figlio di Pio La Torre, Franco, la storia migliore del nostro Paese e il nostro futuro, per eliminare le mafie e la corruzione". "Bersani candida il collega Piero Grasso che nel maggio 2012 voleva dare un premio al governo Berlusconi per essersi distinto come governo che aveva più meriti nella lotta alla mafia. Il procuratore Grasso, che è lo stesso procuratore nazionale Antimafia diventato tale perché scelto da Silvio Berlusconi, in virtù di una legge che il governo Berlusconi approvò, con la quale venne escluso dal concorso Giancarlo Caselli, colpevole di aver fatto i processi per i rapporti tra mafia e politica". Il magistrato rivolge poi un ringraziamento a Nichi Vendola, che "aveva invitato Bersani a tenere una porta aperta". E a Beppe Grillo dice: "apriamo un confronto serio, valutiamo che opportunità ci sono per dare una sterzata vera, autentica al governo di questo Paese". Uniche preclusioni per Silvio Berlusconi e Mario Monti, quest'ultimo "sceso in campo per sostenere politiche identiche a quelle di Silvio Berlusconi". Rivoluzione civile, quindi, è "un polo ambizioso, alternativo al berlusconismo e al montismo, che vuole cambiare il Paese. Siamo il vero voto utile per cambiare il Paese". E guardando al "modello virtuoso" che ha portato Leoluca Orlando e Luigi De Magistris a diventare sindaci di Palermo e Napoli "spinti dai cittadini, pensiamo che allo stesso modo - osserva Ingroia - noi dobbiamo conquistare e conquisteremo Palazzo Chigi".