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Sondaggi, un italiano su 5 ha cambiato idea dopo gli arresti

di Andrea Tempestinidomenica 11 maggio 2014
Sondaggi, un italiano su 5 ha cambiato idea dopo gli arresti

2' di lettura

La mannaia è calata. Da oggi e fino al giorno del voto per le Europee, 25 maggio, sarà vietato pubblicare sondaggi elettorali. Così si capirà solo con lo spoglio delle schede chi avrà tratto vantaggio dallo spostamento nelle intenzioni di voto rivelato ieri ad Agorà da Roberto Weber, direttore di Ixè: «Gli arresti legati agli appalti per l’Expo hanno già fatto cambiare idea al 18% degli italiani». Gli istituti di ricerca verificheranno le reazioni dell’elettorato agli arresti eccellenti - compreso quello di Claudio Scajola - la prossima settimana. Alessandra Ghisleri, numero uno di Euromedia Research, è convinta che i numeri diffusi finora cambieranno: «Una parte sempre maggiore di elettori decide per chi votare negli ultimi giorni. Quindi è possibile che gli eventi giudiziari abbiano ricadute sulle intenzioni di voto». È presto per capire a favore di chi: «Gli effetti potrebbero essere trasversali». Di certo Beppe Grillo e il M5S puntano sul tintinnio di manette per continuare a cavalcare l’onda lunga. «Nelle ultime due settimane, il trend dei grillini è stato positivo», ricorda Nicola Piepoli, presidente dell’omonimo istituto di ricerca. In una delle rilevazioni prima dello stop, il M5S è arrivato a ridosso del Pd. Secondo Tecnè per Tgcom24, infatti, tra il partito di Matteo Renzi e quello di Grillo, in relazione alle Europee, ci sarebbe ormai poco più di un punto percentuale. Di poco meno di quattro punti, invece, sarebbe lo scarto se si votasse per le Politiche.  Piepoli è più cauto: «Il distacco tra Pd e M5S è incolmabile». E questo nonostante il partito del premier, nelle scorse settimane, abbia segnato il passo: «Il trend del Pd è stabile, mentre quello dei grillini è in costante risalita». Ma per adesso Renzi si gode i numeri diffusi da Roberto D’Alimonte sul Sole 24 Ore, secondo cui il Pd è diventato, complice le difficoltà del centrodestra, il primo partito nel Nord-Est. E Forza Italia? «Da un mese è in lenta, ma costante crescita», rivela Piepoli. Un trend favorevole nell’ottica di raggiungere l’obiettivo del 20%, pur dovendo rinunciare, salvo colpi di scena, al secondo posto a vantaggio del M5S. Ma ora il partito di Berlusconi, già costretto a fare i conti con la ridotta agibilità politica del Cav, dovrà affrontare le conseguenze dell’arresto di Scajola. Il terzo big - dopo Nicola Cosentino e Marcello Dell’Utri - a finire in manette. «Proprio adesso che la campagna elettorale, grazie alla presenza di Berlusconi in tv, stava iniziando a far vibrare le corde degli elettori», confessa preoccupato un maggiorente azzurro. di Tommaso Montesano