Palermo, 13 mag. - (Adnkronos) - Di riforma della Pubblica amministrazione in Sicilia si parla "rimpallandosi le responsabilità, con un dibattito che non porta a nulla, ne è esempio lo scaricabarile tra Governo e Ars il cui unico risultato è il fatto che il tema del tetto alle retribuzioni non viene affrontato e gli sprechi continuano". Il duro atto d'accusa arriva dal segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro, che oggi ha aperto il direttivo del sindacato. "Dal canto nostro - ha osservato - siamo da tempo disponibili al confronto per una riorganizzazione dell'apparato pubblico che faccia lavorare meglio i dipendenti, produca efficienza e qualità dei servizi". Quanto al numero dei dirigenti è "la politica ad avere aperto nel 2000 a 2.400 promozioni e la Cgil allora fu l'unica sigla a non firmare il contratto della dirigenza". Per Pagliaro, insomma, "non si può continuare con un'azione politica volta solo a inseguire le emergenze, cercando di coprire, e quindi non affrontando alle radici, l'evidenza della grave crisi finanziaria della Regione". "E' giunto il momento di cominciare a costruire - ha concluso il leader sindacale -, di interventi per rimettere in moto l'economia garantendo le tutele sociali. La critica non può passare sotto silenzio perché ci sono le elezioni, né i lavoratori possono aspettare ancora". L'avvertimento è chiaro: "Il sindacato - ha detto il segretario della Cgil - non intende stare a guardare mentre la Sicilia affonda".




