Libero logo

Armi ai curdi, camere riunite ad agosto. Le "scuse" dei politici per interrompere le vacanze

di Ignazio Stagnodomenica 24 agosto 2014
Armi ai curdi, camere riunite ad agosto. Le "scuse" dei politici per interrompere le vacanze

1' di lettura

Nessuno vuole mollare l'ombrellone. E anche se c'è in ballo una questione molto importante, il via libera alle armi ai curdi deciso dalla riunione dei ministri degli esteri Ue, i parlamentari delle Commissioni difesa e esteri di Camera e Senato che i presidenti hanno chiamato a raccolta il prossimo 20 agosto ora fanno i vaghi. Oppure respingono l'invito al mittente. Il Fatto Quotidiano ha provato a contattarli. Tra chi - come Antonio Razzi - ammette candidamente "non torno, ho il compleanno della suocera", chi dice di non saperne nulla e chi, come il deputato M5s Carlo Sibilia, garantisce: "ci sarò". Le giustificazioni - Michaela Biancofiore ad esempio difficilmente tornerà a Roma: "Non ne sapevo nulla di questa adunata. Io ho prenotato, non posso mica smontare il viaggio. Quest'estate poi i lavori parlamentari sono finiti tardi. Sto per prendere un volo per l'America non è che ti possono dire le cose a un minuto dalla partenza. non potrei nemmeno rimborsare il biglietto". Pure Sandra Zampa del Pd sarà negli Stati Uniti: "Giusta la convocazione, ma sono a Washington e non ce la farò". Stessa storia per il dem Nico Stumpo: "Non so nulla, ho iniziato le ferie oggi, non leggo i giornali da due giorni. Sentirò i colleghi". Giuseppe Fioroni è vago: ""Non ne so niente, sono in montagna da due giorni. Quale sarebbe l'argomento? Ah. Vedremo, ci aggiorniamo". Infine Gasparri delega: "Sono appena riuscito a partire: si lavora incessantemente. Non lo so, qualcuno ci sarà..."