Roma, 12 apr. (Adnkronos) - "Al magistrato deve essere in ogni caso vietato di candidarsi nei luoghi ove ha esercitato le sue funzioni; deve essere vietato di tornare a esercitare le sue funzioni nei luoghi ove si e' candidato o e' stato eletto e deve essere vietato di assumere responsabilita' di governo regionale o locale nei luoghi ove ha esercitato le sue funzioni". E' quanto propone la commissione dei saggi nella relazione consegnata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "E' necessario -si legge ancora nel documento- rendere effettive le regole e i codici deontologici che vietano al magistrato un uso improprio e personalistico dei mezzi di comunicazione". Quanto ai procedimenti disciplinari, i saggi propongono che "il giudizio disciplinare per tutte le magistrature resti affidato in primo grado agli organi di governo interno e in secondo grado, senza ricorso a gradi ulteriori, ad una Corte, istituita con legge costituzionale. La Corte potrebbe essere composta per un terzo da magistrati eletti dalle varie magistrature (in numero uguale per ciascuna magistratura), per un terzo da eletti dal Parlamento in seduta comune (all'interno di categorie predeterminate) e per un terzo da persone scelte dal Presidente della Repubblica tra coloro che hanno titoli per accedere alla Corte Costituzionale". Riserva di Gaetano Quagliariello, secondo il quale "l'attribuzione di poteri e prerogative che incidono sulla vita dei cittadini fino al punto di poterli privare della liberta' impone che vi sia una corrispondenza tra livello di autonomia e livello di responsabilita'". Percio' e' necessaria "una normativa sulla responsabilita' civile dei magistrati che sia conforme al dettato costituzionale e che, in presenza di atti compiuti con dolo o colpa grave in violazione di diritti, rimuova una situazione di eterogeneita' che appare come un incomprensibile privilegio rispetto alla disciplina che riguarda altre figure professionali il cui operato incide su beni primari per le persone".




