Roma, 22 apr. (Adnkronos) - "A 56 giorni dalle elezioni del 24-25 febbraio -dopo che ci si e' dovuti dedicare all'elezione del Capo dello Stato- si deve senza indugio procedere alla formazione dell'esecutivo". Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel suo discorso di insediamento. "Non corriamo dietro alle formule o alle definizioni di cui si chiacchiera. Al Presidente -ha sottolineato il Capo dello Stato- non tocca dare mandati, per la formazione del governo, che siano vincolati a qualsiasi prescrizione se non quella voluta dall'articolo 94 della Costituzione: un governo che abbia la fiducia delle due Camere. Ad esso spetta darsi un programma, secondo le priorita' e la prospettiva temporale che riterra' opportune". "E la condizione e' dunque una sola: fare i conti con la realta' delle forze in campo nel Parlamento da poco eletto, sapendo quali prove aspettino il governo e quali siano le esigenze e l'interesse generale del Paese. Sulla base dei risultati elettorali -di cui non si puo' non prendere atto, piacciano oppur no- non c'e' partito o coalizione (omogenea o presunta tale) che abbia chiesto voti per governare e ne abbia avuti a sufficienza per poterlo fare con le sole sue forze". "Qualunque prospettiva si sia presentata agli elettori, o qualunque patto -se si preferisce questa espressione- si sia stretto con i propri elettori, non si possono non fare i conti con i risultati complessivi delle elezioni. Essi indicano tassativamente la necessita' di intese tra forze diverse per far nascere e per far vivere un governo oggi in Italia, non trascurando, su un altro piano, la esigenza di intese piu' ampie, e cioe' anche tra maggioranza e opposizione, per dare soluzioni condivise a problemi di comune responsabilita' istituzionale. D'altronde, non c'e' oggi in Europa nessun Paese di consolidata tradizione democratica -ha concluso Napolitano- governato da un solo partito -nemmeno piu' il Regno Unito- operando dovunque governi formati o almeno sostenuti da piu' partiti, tra loro affini o abitualmente distanti e perfino aspramente concorrenti".




