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Bagnasco: politica pensi al bene comune, ostinata contrapposizione paralizza il Paese

domenica 26 maggio 2013
Bagnasco: politica pensi al bene comune, ostinata contrapposizione paralizza il Paese

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Città del Vaticano, 20 mag. (Adnkronos) - "Il clima di ostinata contrapposizione che, a momenti alterni, si deve registrare tanto a livello privato che pubblico" viene stigmatizzato dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, nella prolusione pronunciata nell'Aula del Sinodo in Vaticano, che ha aperto i lavori dell'Assemblea generale della Conferenza Episcopale italiana. Sottolinea Bagnasco: "Quando la naturale logica del confronto e della dialettica sale nei toni e nelle parole, quando non arriva mai a conclusioni condivise ma si impunta avvolgendosi su se stessa, quando si cristallizza diventando costume, allora si rischia la patologia che paralizza il vivere sociale. E' il segno triste e sconfortante di un modo di pensare vecchio e ripiegato, autoreferenziale e senza futuro". Per il presidente dei vescovi italiani, "non è questione di anagrafe, ma di giovinezza dell'anima. Ci si chiede a volte se contano di più la verità e il bene oppure il pretendere di avere ragione, o meglio l'affermazione del proprio 'io' e della propria immagine. Se così fosse - osserva il cardinale - ci sarebbe da interrogarsi sulla propria consistenza interiore". "Il bene comune, che la buona politica deve avere come valore superiore, pretende la capacità di anteporre, all'interesse personale o di parte, il bene generale, cioè il bene del Paese" ricorda il presidente della Cei, esortando a "uscire dai luoghi comuni del pensare e dell'agire. Il conformismo diffuso non aiuta a giudicare le cose con la propria testa". Ma "andare contro corrente non è facile", ammette il cardinale. Infatti, "richiede un'ascesi intellettuale fatta di disciplina interiore, fatica per vincere la pigrizia del lasciar andare; ma esige anche un'ascesi morale fatta di coraggio per resistere alle pressioni del pensiero unico che non accetta di essere contraddetto". E soprattutto, "disponibilità a cambiare le proprie abitudini, ad andare contro il proprio tornaconto". Dopo il responso delle urne, aggiunge Bagnasco, i cittadini hanno il diritto che quanti sono stati investiti di responsabilità e onore per servire il Paese pensino al Paese senza distrazioni, tattiche o strategiche che siano". "Le vicende che hanno segnato il nostro Paese sul piano politico e istituzionale - conclude il presidente Cei - devono far riflettere e innescare un serio esame di coscienza: tutti abbiamo bisogno di convertire il cuore e la vita, ma questa generalizzazione non può essere intesa come una sorta di male comune assolutorio, specialmente se si portano responsabilità pubbliche".