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Letta: ''L'Ue così non basta più, servono gli Stati Uniti d'Europa''

domenica 26 maggio 2013
Letta: ''L'Ue così non basta più, servono gli Stati Uniti d'Europa''

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Roma, 21 mag. (Adnkronos/Ign) - "L'unità della moneta e delle politiche economiche" è un obiettivo irrinunciabile per l'Ue ma "non basta, se non inquadrandola nella cornice dell'integrazione politica e della legittimazione democratica". Lo ha detto il premier Enrico Letta nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo. "Senza gli Stati Uniti d'Europa - ha messo in chiaro - il futuro dei popoli europei resta una chimera". "L'Europa e le politiche europee sono la bussola di questo governo" ha rimarcato il presidente del Consiglio, dicendosi convinto che "i nostri problemi si possono risolvere in modo più efficace" in un quadro europeo. Letta ha però avvertito: "L'Europa non sia una gabbia di vincoli e procedure che spesso limitano le azioni di famiglie, imprese, cittadini". Secondo il premier, l'Europa deve smetterla di "fissare obiettivi e calendari lasciando poi che passino mesi senza risultati. L'Europa è in crisi di credibilità perché - ha osservato - è in crisi di efficacia: non è necessario stravolgere i Trattati, però noi siamo bloccati, mentre Stati Uniti e Giappone seguono procedure non convenzionali". "Abbiamo a cuore l'Europa, ma l'Europa deve fare molto di più e molto meglio, vogliamo un europeismo attivo, che dia risposte concrete e tangibili sulla crescita" ha scandito il presidente del Consiglio, che ha chiesto nuove regole "sul lavoro così come è stato fatto per i conti pubblici" degli Stati membri dell'Ue, ed ha annunciato che subito dopo il vertice di domani scriverà a Van Rompuy "per chiedere che il Consiglio europeo discuta di lotta alla disoccupazione giovanile" per "dare il senso dell'urgenza a un dramma che ha costi sociali e politici altissimi". Letta ha anche evidenziato che l'approvazione del decreto legge sulla sospensione dell'Imu e il rifinanziamento della Cassa integrazione è avvenuto "tenendo fermi i saldi e gli obiettivi di bilancio stabiliti nel Documento di economia e finanza. Mi auguro che anche su questa base la Commissione europea decida il prossimo 29 maggio l'abrogazione per l'Italia della procedura di deficit eccessivo. Sarebbe un segnale importantissimo che una nuova rotta è tracciata per l'Italia e per l'Europa". Poi la lotta all'evasione e alla frode fiscale. "E' innanzitutto imperativo morale, dovere ineludibile" ha sottolineato il presidente del Consiglio. Se arriveranno risposte in sede Ue "sarà più efficace la lotta all'evasione all'interno del nostro Paese, piaga cronica che combatteremo senza tregua e senza cedimento alcuno". In sede di replica dopo il dibattito, Letta ha ammonito che "senza decisioni che si traducano in fatti, il voto dei cittadini europei sarà di conseguenza: le formazioni politiche anti-europee avranno forze e numeri tali per cui nella prossima legislatura del Parlamento europeo non riusciremo ad andare avanti". "L'Europa o svolta verso gli Stati Uniti d'Europa o finisce in un vicolo cieco - ha ribadito - l'Europa non può più andare avanti con alcuni piccoli passi, con timidezze, con assenza di decisioni. O c'è un'accelerazione, o così com'è l'Europa implode. Non credo che l'Europa così com'è possa reggere a una fase di passettini. Se non ci saranno passi avanti - ha avvertito Letta - saranno i cittadini a farla implodere con il prossimo voto europeo". Il premier ha quindi annunciato che prima del Consiglio europeo del 27 e 28 giugno ci sarà un nuovo momento di confronto con il Parlamento, perché "a livello europeo si deve sapere che il Parlamento italiano conta, si deve sapere che l'Italia ha un governo e un Parlamento entrambi protagonisti delle decisioni", e in Europa il governo si presenterà "a schiena dritta, a trattare anche, e soprattutto, nell'interesse del nostro Paese". Letta, dopo il dibattito successivo alle sue comunicazioni, ha espresso il parere favorevole del governo alle risoluzioni della maggioranza (Zanda e Susta) e della Lega (Bitonci) mentre, sia pure riconoscendovi importanti analisi e spunti sul piano della crescita, ha espresso parere contrario alla risoluzione di Sel a causa di posizioni sul fiscal compact che avrebbero reso complesso difendere la posizione dell'esecutivo in sede europea.