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Mafia: Grasso ricorda Falcone e Borsellino, con loro rivoluzione coscienze

domenica 26 maggio 2013
Mafia: Grasso ricorda Falcone e Borsellino, con loro rivoluzione coscienze

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Palermo, 23 mag. - (Adnkronos) - "Ogni anno l'emozione e' sempre piu' profonda e i ricordi sempre piu' dolorosi per me come amico, come cittadino, come uomo delle istituzioni. A Palermo Giovanni e Paolo lavorarono in modo nuovo nella consapevolezza che la lotta alla mafia non poteva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma era necessaria una spinta verso un cambiamento culturale". Lo ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso, parlando agli studenti nell'aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo e consegnando loro il proprio personale ricordo dei giudici antimafia uccisi 21 anni fa dal tritolo di Cosa nostra. "Giovanni era una persona timida ma con un'ironia particolare - ha detto Grasso -, capace di soffrire e sopportare molto piu' degli altri senza arrendersi, aveva una tenacia proverbiale. Ma quante delegittimazioni in ogni momento della sua carriera". "Quando scherzavamo sulla morte - ha raccontato ancora Grasso - con ironia Paolo diceva a Giovanni 'Fino a quando sei vivo tu, io sono tranquillo'. Dopo il 23 maggio del 1992 la faccia di Paolo si e' trasformata in una maschera di tensione. Ha deciso di continuare le indagini imponendosi ritmi massacranti per lottare contro il tempo, sapendo cosa lo attendeva". "Giovanni e Paolo - ha concluso - hanno provocato una rivoluzione delle coscienze, i loro valori e i loro ideali hanno aperto una nuova fase, dal silenzio complice di un tempo ad un consapevole risveglio delle coscienze, un incredibile passo avanti per questa terra".