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Roma: Zingaretti tra applausi, basta con mediocri e parenti, Ignazio ridai dignita' a citta'

domenica 26 maggio 2013
Roma: Zingaretti tra applausi, basta con mediocri e parenti, Ignazio ridai dignita' a citta'

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Roma, 24 mag. - (Adnkronos) - "Siamo qui per dire ai romani e alle romane che non e' vero che siamo destinati al declino e che non e' vero che quello che e' accaduto a Roma e' figlio della crisi internazionale e non e' vero che siamo destinati al caos e forse per dirgli con coraggio e con orgoglio: si', noi siamo convinti che Roma ce la puo' fare e siamo convinti che se si cambia a Roma si puo' vivere meglio. E vivere meglio vuol dire avere dei diritti riconosciuti. Avere piu' lavoro, avere la dignita' di vivere in una grande Capitale". Cosi' il presidente della Regione lazio Nicola Zingaretti sul palco di Piazza San Giovanni per sostenere Ignazio Marino, accolto da un applauso caloroso. "Paghiamo il prezzo di aver vissuto cinque anni, cosa incredibile, senza uno straccio di idea per affrontare i problemi che Roma doveva affrontare - ha sottolineato - I soldi che si sono buttati per gli stati generali e poi le convenzioni, figlie dell'assenza di un disegno strategico. Deve cambiare la cultura politica e di Governo della Capitale perche' nessuno dimentichi che abbiamo dovuto assistere alle vergogne per selezionare la classe dirigente e le Giunte, delle riunioni dei capicorrenti per cui Roma e' diventata non l'oggetto da servire ma l'oggetto da sbranare per darlo in pasto alla cattiva politica con le nomine che ci sono state". "Non e' vero che siamo tutti uguali, in questa Regione c'e' chi ha speso soldi pubblici per costruire monumenti per i gerarchi fascisti e c'e' chi li ha eliminati quei monumenti - ha continuato Zingaretti - Non lo dimentichiamo mai. E dovra' cambiare quindi la classe dirigente di questa citta'. Ignazio noi ti chiediamo di ridare forza e dignita' a questa citta' - ha concluso - Noi ti chiediamo una rivoluzione sul rinnovamento della classe dirigente una rivoluzione basata sul merito e non sul favore. Basta con i mediocri, con i parenti, con i fedeli ritorni a contare il merito perche' a Roma vogliamo i migliori d'Italia a Governare le nostre aziende e la nostra comunita"'.