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M5s, dopo il flop alle amministrative la tentazione della fuga al gruppo misto

Dopo la batosta alle amministrative crescono i malumori tra i pentastellati: meditano di approdare al Gruppo Misto. Ma c'è chi ha paura e teme ritorsioni. Anche violente

Andrea Tempestini
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Il flop del Movimento 5 Stelle stelle alle amministrative è destinato a lasciare il segno. Pochi i commenti ufficiali da parte dei grillini, perché oggi il consiglio (del grande capo Beppe) è di "evitarli", ma secondo quanto si apprende alcuni deputati (i più critici) non si dicono stupiti dal risultato. Si paga, è questo il ragionamento, la strategia politica sbagliata seguita in questi mesi. Anche se per Beppe Grillo e per i più integralisti di M5S la colpa è degli altri, soprattutto dei giornalisti che si occuperebbero solo di "gossip". Intanto però, secondo riportato dall'agenzia di stampa Agi, c'è già qualche "cittadino" tentato dall'abbandono del gruppo per mancanza di democrazia. Il primo pronto ad approdare al gruppo Misto sarebbe Adriano Zaccagnini, già definito l“eretico" del gruppo per le sue posizioni troppo critiche e controcorrente. Ma i frondisti sarebbero una trentina: pronti ad abbandonare il "bunker" pentastellato e la barca che sta già affondando. Attacchi alla stampa - Un deputato 5 stelle racconta di non essere sorpreso dal crollo del consenso: "Avevo già avuto sentore della disaffezione degli elettori che - spiega - nei giorni scorsi mi dicevano non mi piace Grillo e quindi non vi voto". E ancora, un attivista 5 stelle, che non è in Parlamento, racconta che dopo anni di militanza ha deciso di non votare per M5S e a Roma ha dato il suo voto al candidato del Pd, Ignazio Marino. A non piacere è la linea di Grillo. I suoi diktat dall'alto, i suoi titoli sparati ogni giorno sul blog con gli attacchi a tutto e tutti, gli ultimi contro la stampa, Milena Gabanelli di Report a Pierluigi Battista del Corriere della Sera, fino ai cronisti parlamentari definiti "cavallette" e casta di Palazzo interessati solo al pettegolezzo. La "cupola" - C'è anche chi parla di una "cupola" di deputati che, così viene riferito, deciderebbe tutto adottando sistemi tipici dei vecchi partiti e che ha anche assunto - è la denuncia - "fidanzate di...". Una "cupola" che vorrebbe solo che la minoranza, rumorosa e fastidiosa, si facesse fuori da sola. Ma anche a Palazzo Madama ci sarebbe una decina di senatori 5 stelle a disagio che però, al momento, non sarebbero intenzionati a lasciare pur mantenendo un approccio decisamente critico. Più complicata la situazione alla Camera dove una minoranza è in difficoltà crescente e oggi, a fronte del risultato delle amministrative, fa le sue deduzioni: "La gente non è stupida" dice un deputato e "non è un caso se c'è stato un flop in alcune città simbolo, vedi Roma o Siena". Ma c'è chi ha paura - Zaccagnini, secondo quanto si apprende, sarebbe orientato ad andare al gruppo Misto sentendosi stretto in un Movimento che non parla di ambientalismo e dove ci sarebbe, come detto, un deficit di democrazia. Giovedì parteciperà ad un incontro con Pippo Civati, che nelle scorse settimane si era adoperato come pontiere tra Pd e 5 stelle. Ma Zaccagnini, per la sua competenza ambientalista, potrebbe anche pensare ad organizzare un partito verde. Se dovesse lasciare il gruppo M5S, tra l'altro, non è escluso che qualcun altro lo segua. Ma le difficoltà all'orizzonte sono numerose. Tanti sono i timori anche di finire nel mirino del duo Grillo-Casaleggio, nel loro tritacarne internettiano. Addirittura ci sono quelli che temono reazioni violente degli attivisti, "di ritrovarmeli sotto casa". Ipotesi non così peregrine. La fronda - Già Tommaso Currò, quando tempo fa fece un'intervista molto polemica nei confronti del gruppo invocando un dialogo con il Pd (era la fase pre-voto di fiducia ad un eventuale governo Bersani) aveva trovato - secondo quanto si apprende - la sua macchina tempestata da un lancio di uova. E Currò aveva dovuto - così avevano raccontato in ambienti grillini - impegnarsi per spiegare agli attivisti del suo territorio (Milazzo, Sicilia) le sue ragioni. Allora anche Currò aveva avuto la tentazione di lasciare M5S e di andare al gruppo Misto. Ora invece, sempre secondo quanto viene riferito, il deputato 5 stelle non avrebbe intenzione di andar via per cercare, così spiegano, di cambiare le cose dall'interno. Anche se la sensazione di essere ormai "impotenti" è forte in lui e anche in altri colleghi 5 stelle, una trentina secondo i rumors di palazzo. E il risultato di oggi, non incoraggia.

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