Milano, 14 set. (Adnkronos) - Umberto Bossi riapre ufficialmente i giochi per la successione di Roberto Maroni alla guida della Lega aggiungendo la sua canditatura a quella di Matteo Salvini e Flavio Tosi per la segreteria federale anche se, e' opinione comune tra i sondaggisti, sembra difficile possa avere la meglio sul 'delfino' di Maroni e sul sindaco di Verona. In ogni caso, e' sempre l'opinione comune, Maroni resta l'unico che secondo i sondaggisti sembra riscuotere il pieno consenso dell'elettorato leghista che spera e si augura in un suo ripensamento. Secondo Nicola Piepoli interpellato dall'Adnkronos "anche questa 'guerra', come tutte le guerre, non portera' nulla di buono ma solo distruzione. Il dilemma per la Lega e' distruttivo: prima aveva un capo unico, che era Bossi, ora ne hanno un altro che e' Maroni e adesso stanno pensando ad averne un altro ancora. Evidentemente -osserva Piepoli- vogliono perdere. L'unica sarebbe quella di proseguire con l'attuale segretario". Cosa che sembra essere gradita ai piu'. Per quanto riguarda Umberto Bossi "e' anziano e ha i suoi problemi -sottolinea Piepoli- mentre il futuro e' in mano ai giovani. Gia' l'eta di Maroni e', tra virgolette, piuttosto avanzata, pero' data la media italiana e' attendibile. Bossi -sottolinea- non e' piu' attendibile". Per questo, per Piepoli "Salvini potrebbe essere il candidato ideale: e' giovane anche se e' un po' impulsivo ma d'altronde l'impulsivita' e' proprio nel dna della Lega". (segue)




