Il paradiso chiude. San Marino non è più la meta ambita per evitare le sprangate fiscali italiane. Anche a San marino la pressione del fisco comincia diventare insostenibile, al punto che i sanmarinesi iniziano a pensare di portare i loro soldi in Italia. Nella piccola Repubblica da diversi giorni si respira un'aria di tensione. La riforma fiscale che il governo della Repubblica è in procinto di varare prevede aumenti delle imposte a carico dei lavoratori dipendenti da tre a sei volte l'importo attuale. In arrivo anche una patrimoniale e poi altri balzelli che hanno fatto infuriare i sanmarinesi. Così cinquemila persone, hanno invaso piazza della Libertà, il "Pianello" dove c'è il Palazzo Pubblico. Dentro era riunito il Consiglio grande e generale, il parlamento sammarinese. "Uova e sputi ai parlamentari" - All'uscita i sanmarinesi hanno accolto i parlamentari con pugni, sputi, uova e bottiglie. Gli onorevoli a questo punto hanno preferito la fuga. Si sono infilati nel misterioso tunnel segreto - un passaggio storico - scavato sotto il Palazzo Pubblico che raggiunge la sede del ministero dell'Interno. "Scene dell'altro mondo, i nostri colleghi della Gendarmeria hanno fatto fatica a tenerli a bada", commenta, una delle Guardie del Gran Consiglio. "E hanno annunciato che daranno battaglia per giorni", ha aggiunto il gerndarme. Insomma a quanto pare la nuova Atene è San Marino. La rivolta è solo all'inizio. (I.S.)




