Roma, 27 set. (Adnkronos) - "Poker con morto". Al tavolo di gioco Giorgio Napolitano, Silvio Berlusconi e Pier Luigi Bersani. E' l'ultima provocazione di Beppe Grillo, che cerca di dare una 'lettura' di quel che sta accadendo, con un Presidente della Repubblica sconfitto "che non si da' pace", il Cavaliere "finito" e il Pd che di certo non se la passa meglio. "Come nei romanzi gialli - scrive sul suo blog il leader M5S - per capire quello che sta succedendo ora bisogna fare un passo indietro. Tornare a quella notte ne' buia, ne' tempestosa di primavera quando si riunirono tre persone per decidere le sorti della legislatura". "Ognuno di loro - secondo Grillo - aveva qualcosa da guadagnare dalla partita a poker. Napolitano la rielezione e, forse, la certezza della distruzione dei nastri delle sue conversazioni con Mancino, Bersani la presidenza del Consiglio per il pdmenoelle, Berlusconi la certezza dell'impunita'. Su questo ultimo dettaglio investigativo vale la pena di soffermarsi". "Perche' stringere un patto di legislatura - chiede il leader M5S - o anche di semi legislatura che doveva durare almeno il tempo di mettere mano alla Costituzione per stravolgerla in senso presidenziale e per limitare la magistratura e insediare Capitan Findus Letta alla presidenza della UE con un condannato in pectore? A Napolitano si puo' imputare tutto, ma non l'ingenuita'. E' altamente probabile che a Berlusconi siano state date delle garanzie che in seguito non sono state rispettate, o piu' probabilmente non si e' riusciti a far rispettare". (segue)




