Roma, 27 set. (Adnkronos) - Silvio Berlusconi e' determinato ad andare fino in fondo contro il voto sulla sua decadenza da senatore. Ma ancora, non avrebbe detto una parola definitiva sul sostegno o meno al governo Letta. E questo, raccontano, avrebbe aumentato le fibrillazioni nel Pdl che tutt'ora , nonostante le "dimissioni di massa" annunciate, appare diviso sul da farsi. Non tutti infatti hanno firmato la lettera per rassegnare il proprio mandato parlamentare. Tra questi spiccano i nomi del senatore Carlo Giovanardi e degli esponenti siciliani Giuseppe Castiglione e Salvatore Torrisi. Mancherebbero all'appello anche il senatore Pippo Pagano e il ministro delle Riforme Gaetano Quagliariello. "Non ho firmato e non firmero' le dimissioni -dice Giovanardi- perche' ritengo non siano la modalita' giusta per costringere le forze politiche ad assumersi le responsabilita' nei confronti del paese, soprattutto in vista della prossima imminente campagna elettorale". Per Castiglione, "rassegnare ora le dimissioni creerebbe un vulnus istituzionale che sara' difficile da sanare". Forse oggi potrebbe essere la giornata decisiva per definire la linea sulla tenuta delle larghe intese. Silvio Berlusconi sta incontrando a Palazzo Grazioli i capigruppo del Senato e della Camera, Renato Schifani e Renato Brunetta. E' atteso anche il segretario e vicepremier Angelino Alfano.




