Roma, 17 ott. - (Adnkronos/Ign) - Vertice tra Silvio Berlusconi e i ministri del Pdl a Palazzo Grazioli per fare il punto della situazione sulla legge di stabilità e il nodo della decadenza. Il vicepremier Angelino Alfano è arrivato poco dopo le 13.30. Subito dopo di lui hanno varcato il portone di via del Plebiscito i ministri della Salute Beatrice Lorenzin e delle Riforme Gaetano Quagliariello. In mattinata il Cavaliere ha visto anche il suo legale, Niccolò Ghedini. Il governo è disponibile a modifiche della legge di stabilità ma è ancora polemica nel Pdl. Raffaele Fitto si affretta a puntualizzare che "le critiche e le preoccupazioni da noi mosse (e confermate, e se possibile aggravate) sui contenuti della legge di stabilità, non vanno ricondotte a un mero dibattito interno di partito". Categorico Daniele Capezzone per il quale il giudizio del Pdl sulla manovra, che ha deluso al primo impatto, "si aggrava di ora in ora". Sandro Bondi, che già ieri si era espresso duramente contro la legge di stabilità, dice che se "non sarà modificata nella sostanza avrei difficoltà a votarla". E aggiunge: "Chi, anche all'interno del mio partito, mi include fra gli estremisti è in malafede". Fabrizio Cicchitto frena: "Buttare per aria un governo in questa situazione sarebbe solo un atto di autolesionismo". Il ministro della Pubblica Amministrazione, Gianpiero D'Alia, assicura che "il governo è disponibile a modifiche della legge di stabilità", anche per quanto riguarda la nuova stretta sui dipendenti pubblici che ha scatenato le polemiche dei sindacati. "A saldi invariati il governo -sottolinea il ministro ai microfoni di Radio1 Rai- è disponibile a farlo, non c'è alcun dubbio. Offriamo al Parlamento un rapporto di collaborazione. La manovra può e deve essere migliorata, anche per quanto riguarda il settore del lavoro pubblico". Rassicurazioni in tal senso arrivano anche dal collega dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato. "E' una misura che viene apprezzata per la parte qualitativa e che si vorrebbe più importante per quella quantitativa e cercherò di impegnarmi in questa direzione. Ci sono elementi che ci consentiranno di far crescere il Pil nel prossimo anno di un punto. Questa è la sferzata che siamo stati in grado di dare. Ora la legge andrà in parlamento - spiega - dove cercheremo di potenziarne alcuni aspetti". Pier Luigi Bersani, dal canto suo, difende la manovra pur riconoscendo alcuni limiti e "certe cose da aggiustare" in Parlamento. "Forse sono state create troppe aspettative, ma trovo alcuni giudizi ingenerosi", afferma l'ex segretario del ai microfoni di Sky Tg2. Di diverso avviso il consigliere economico di Matteo Renzi Yoram Gutgeld. "Che ne penso di questa legge di stabilità? Se mi concede una battuta - dichiara al 'Foglio' -, dico che è così stabile, soffice ed equilibrata che praticamente è come se non fosse mai stata fatta, come se non esistesse". Opinione di Morelli (Giovani Confindustria) è che si tratta di una manovra "del vorrei ma non posso" e caratterizzata dal "poco coraggio"; "pensare di non ridurre in tre anni neanche di un punto percentuale la pressione complessiva nel paese mi sembra un po' pochino". All'attacco Confesercenti secondo cui "appare chiaro che con questa manovra non ci sia da attendersi una ripresa dei consumi".




